Veterani per l’estate
Scritto da Michele Bisceglia |
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The Veterans - ST (It’s Alive Records, 2008)
Signore e signori, nostalgici degli anni Novanta, orfani dei Queers di “Don’t Back Down”, ecco a voi l’album dei Veterans. La band in questione è fondamentalmente un progetto solista di Andrea Caredda, cantante dei Manges, che per l’occasione ha raccolto intorno a sé parenti, amici e conoscenti ovvero membri di Surfin Lungs, Popsters, Leftlovers e Supermarket.
Tolto il dente, tolto il dolore. Il più grande handicap di questo disco è anche il suo più grande pregio: la voce e il songwriting dello stesso Andrea. Le canzoni, soprattutto quelle più punk e meno pop, ricordano inevitabilmente i Manges che rimangono – da qui alla fine del mondo e non solo a mio giudizio, ma anche sì – il miglior gruppo punk rock in circolazione.
Comunque, i dieci brani del cd (disponibile presto in versione vinilica con un artwork differente, il Nick Nolte in camicia hawaiana qui lascia a desiderare…) sono una dichiarazione d’amore per il rock and roll più solare e le melodie surf. E il pacchetto comprende, appunto, tre cover da spiaggia: “Be Cruel To Your School”, “Oceanside Park” e “Surfer’s Holiday” con tanto di tastierine, hand-clapping e coretti annessi.
Per quanto riguarda gli originali, sono frutto dell’unione tra gli extraterrestri e le statue dell’Isola di Pasqua – un titolo su tutti: “Easter Island Ufo”. Ascolto dopo ascolto, i Veterans vincono e convincono: morbidi e ruffiani al punto giusto, trattano la materia – il pop surf punk, chiamatelo come vi pare - con maestria. Mettete pure su “Dance, Darling, Dance”, “Hula Girl”, “The Tiki Art Show” e il disco per l’estate è servito.



1 commento for "Veterani per l’estate"
io sono nostalgico del ‘62 e dell’album della panini con liedholm in copertina che colpisce di testa. qual è l’album giusto per me?
smettila di usare ruffiano come aggettivo per gruppi, dischi, fanze ecc…ecc…
oggi una label mi ha chiesto se gli posso far avere una decina di copie di barrage of hate per la sua distro e mi ha fatto sprofondare almeno al 2003.
do the bikin dance
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