08 Feb 2008

misunderstood.jpgThe Misunderstood - Before The Dream Faded (Cherry Red Records, 1992)

Metti l’occasione di un sabato a Milano (piacevole rito che noi provinciali intraprendiamo in giovane età a mezzo treno, per continuare con mezzi propri nel corso degli anni), metti un negozio di dischi usati, una scaffalatura dove l’ultimo dorsino letto con la testa piegata è “The Misunderstood” e il gioco è fatto. E’ questa la sequenza che mi ha portato in possesso di un CD vecchio di 16 anni che grida forte e chiaro che i Mistunderstood furono una band pazzesca.

Il materiale contenuto nel disco è in parte registrato in Inghilterra (le prime sei tracce) e in parte negli USA. La frazione UK è, per chi scrive, decisamente più interessante e dimostra il livello di avanguardia della band che, nel 1966, anticipava quelli che sarebbero diventati i temi musicali psichedelici del ‘68-’69.
Il suono dei Misunderstood è tuttavia più grezzo, la matrice californiana d’origine è ben evidente e il sulfureo incedere risulta ben più muscolare di quello dei colleghi inglesi dell’epoca. Proprio questo mix rappresenta per me la singolarità e il motivo di interesse per un gruppo che ha declinato le distorsioni psichedeliche in maniera davvero personale.

Tutto il lato inglese del disco è imperdibile (basti citare “I Can Take You To The Sun”, “Find A Door”, “Children of the Sun”), mentre la parte degli acetati perduti USA è più classica e fotografa i Misunderstood del 1965, legati al suono garage/R&B. Prima della “folgorazione britannica” la band suonava, infatti, un ottimo R&B, senza però elevarsi da quelli che erano gli standard dell’epoca. Decisiva è la scelta di mettere per prima in scaletta la parte psych, che con i suoi nuggets traina il materiale americano in un ascolto variegato e piacevole.


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