18 Apr 2008

television.jpgTelevision - s/t (Capitol, 1992)

Per non amare i Television di Marquee Moon occorrono (s)virtù speciali. Non sono semplici da approcciare, ma con il giusto impegno per abbattere la barriera d’ingresso, quello che si apre è un orizzonte imperdibile. Un orizzonte che è lecito perdere di vista, a tratti, ma è sicuro che si ritorna, prima o poi, a seguirlo con lo sguardo.

Detto ciò, espletate dunque le pratiche doverose, passiamo a questo album datato 1992: la terza (e ultima) testimonianza in studio della band, uscita a 14 anni di distanza da Adventure e a 15 da Marquee Moon (il disco che li ha subito consacrati nella storia del rock). Ciò che immediatamente si fa notare, ascoltandolo, è che i Television erano fuori dal loro tempo negli anni Settanta e hanno continuato a esserlo anche nei Novanta. Se in pieno periodo di esuberanza punk loro se ne sono usciti prima con Marquee Moon (sublime concentrato di stilettate algide e adamantine, lirismo affilato, sinfonie di gelide chitarre) e poi con Adventure (un album psichedelico, riflessivo e a tratti pop), all’alba dell’esplosione dell’indie chitarristico e grunge casinaro anni Novanta hanno pensato bene di produrre un album assolutamente fuori da ogni schema vigente all’epoca.

Già: Television è un disco di rock caldo e westernato (perdonate il bughismo), costruito su intrecci melodici e sofisticati, brevi incursioni pseudo jazzate, puntate alt country: un disco quasi dipinto con colori a olio, su una tela poco granulosa, con tocchi raffinati e linee morbide. Per restare in metafora pittorica, il colore dominante di Television è l’arancione, quello caldo e avvolgente.
Atmosfere rilassate, oppiacee e stratificate. Nulla a che vedere con la Televisione che ci eravamo lasciati alle spalle al’indomani dell’uscita di Adventure, né con quella dell’esordio. Ma, non per questo, una Televisione da buttare… anzi.

Al solito, è questione di prospettive. Marquee Moon parte seconda non arriverà mai e i più furbi l’avevano capito già 30 anni orsono. Quello che resta è l’animo artistico di quattro musicisti indefinibili, che sono punk per il semplice fatto di non esserlo. Cercatelo: tra le offerte e gli usati non manca mai. Non ve ne pentirete. Tutto questo, ovviamente, se già avete almeno Marquee Moon… altrimenti le priorità si spostano. Senza indugi.

Gloria in excelsis a Verlaine, Lloyd, Ficca e Smith.


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