Articoli taggati con: Not Moving
Featured, Libri e carta stampata »
Roberto Calabrò – Eighties Colours (Coniglio, 2010, 224 pag.)
Con un paio di doppio malto in corpo si disattiva il filtro diplomazia e posso dirlo senza difficoltà: tanto ne avevo letto, tanto è stato esaltato e tanto ne continuo a leggere che questo libro – ancor prima di stringerlo tra le mani – mi stava sulle palle
Italia, Recensioni »
Dome La Muerte and The Diggers – Diggersonz (Go Down/Area Pirata)
Vecchia conoscenza di Black Milk, Dome La Muerte and The Diggers… e alla fine si dicono sempre le stesse cose: Dome non ha bisogno di presentazioni (il suo passato in Chelsea Hotel CCM e Not Moving parla ampiamente da sé), Dome è un rocker di quelli veri che suona il rock’n’roll senza compromessi, i suoi Diggers trasudano punk/garage/rock da ogni poro…
Italia, Recensioni »
Not Moving – s\t (Spittle, 2009)
Attenzione: questa sarà poco più di una segnalazione e non una vera recensione, vista la mia totale parzialità e partigianeria quando si parla di Not Moving, che da sempre considero uno dei gruppi migliori (forse il migliore) che lo stivale abbia mai partorito in ambito punk, garage e rock
Italia, Libri e carta stampata »
Antonio “Tony Face” Bacciocchi – Mod Generations (NdA Press,158 pag.)
…c’è che non avevo capito proprio nulla di questo libro, leggendo solo i comunicati e i lanci promozionali. Già, proprio così, e mi aspettavo (sbavante, a onor del vero) un volume in puro Tony Face style tutto sulla scena mod italiana, dagli albori ai nostri giorni.
Italia, Recensioni »
Lilith and the Sinnersaints – L’angelu nassuu dall’etra pert (Virtualpha South, 2009)
Lilith, la chanteuse ombrosa e teatrale che ha prestato l’ugola agli immortali Not Moving. Lilith, la dark lady che ha sfornato lavori solisti intrisi di anima e brividi. E ora Lilith, mente, voce e vessillo del cangiante progetto Sinnersaints
Italia, Recensioni »
Tony Face Big Roll Band – Old Soul Rebel (Area Pirata, 2009)
Chi è Tony “Face” Baciocchi immagino più o meno lo sappiano tutti (chi avesse bisogno di un ripasso vada a leggere qui, qui e qui: è tutta salute, garantito). Come si diceva tanti anni fa – grazie a qualche cacchio di pubblicità da Carosello – è un nome, un marchio, una garanzia. Di qualità ovviamente.
Reperti »
Chelsea Hotel – We’re All Gonna Die (Spittle, 2006)
Nel 1982 io avevo 12 anni. Nella mia città, il classico stereotipo di piccola provincia quieta e sempre un passo indietro, non è che si muovesse poi molto. Anche se, a sbattersi e a informarsi, si rischiava di finire nel giro di Otello, il negozio di dischi fico che addirittura si approvigionava quasi mensilmente – narra la leggenda – oltremanica, grazie a viaggi-pellegrinaggio del proprietario che portava indietro valigiate di novità in quantità limitatissime.
Ma a 12 anni da Otello non ci entravi, …
Italia, Recensioni »
Tony Face Big Roll Band – Lady Day and John Coltrane/Hey Bulldog – (Hammond Beat, 2008)
Per chiunque segua un minimo le vicende del rock’n’roll tricolore, Tony Face (ovvero Antonio Bacciocchi da Piacenza) non ha bisogno di presentazioni. Peraltro è anche un esimio collaboratore di questa rivistaccia gonzovirtuale.
A chi, invece, è capitato qui sopra casualmente digitando su google “fica bagnata”, “andrea valentini nudo” o roba simile bastino queste quattro sigle: Chelsea Hotel, Not Moving, Lilith e Link Quartet.
Interviste, Italia »
Abbiamo parlato dei Funhouse qualche tempo fa (esattamente qui) e vi avevamo anticipato di aver preso contatti con un membro della band per un’intervista. Bene: grazie al gentilissimo Maurizio – all’epoca dei fatti chitarrista della band – la cosa è stata realizzata e poco più sotto potrete leggere il risultato della chiacchierata fatta con lui via e-mail. Buona lettura e preparatevi a un viaggetto indietro di una ventina d’anni nella storia del rock nostrano…
1) Cominciamo dagli albori: dove e quando si sono formati i Funhouse? E poi, soprattutto, come è …
Recensioni, Reperti »
Funhouse – The Way Things Will be (Electric Eye, 1989)
Tra i vari ricordi indelebili della mia lunga parentesi di vita romana ormai terminata (mai dire mai, si dice… chissà) c’è quello legato al negozio dell’usato di Disfunzioni Musicali. Ha chiuso da anni e io ho avuto modo di viverlo partendo da pochi istanti prima della crisi, fino allo smantellamento finale, con annessa svendita feroce di tutto il materiale (cosa di cui approfittai senza pudore: avrei voluto vedere voi…).
Tra le decine e decine di vinili comprati là per poche migliaia di …
