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	<title>Black Milk Magazine &#187; Northern soul</title>
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		<title>Il modfather colpisce ancora</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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Antonio &#8220;Tony Face&#8221; Bacciocchi &#8211; Mod Generations (NdA Press,158 pag.)
&#8230;c&#8217;è che non avevo capito proprio nulla di questo libro, leggendo solo i comunicati e i lanci promozionali. Già, proprio così, e mi aspettavo (sbavante, a onor del vero) un volume in puro Tony Face style tutto sulla scena mod italiana, dagli albori ai nostri giorni.
Non nascondo, quindi, di avere provato una certa delusione dopo averlo sfogliato e alla lettura delle prime pagine, perché non si tratta assolutamente di un documento simile (che secondo me Tony dovrebbe comunque scrivere: magari alla ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2010/01/MOD-GENERATIONS.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2185" title="Senza titolo-3" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2010/01/MOD-GENERATIONS.jpg" alt="Senza titolo-3" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Antonio &#8220;Tony Face&#8221; Bacciocchi &#8211; Mod Generations (NdA Press,158 pag.)</strong></p>
<p>&#8230;c&#8217;è che non avevo capito proprio nulla di questo libro, leggendo solo i comunicati e i lanci promozionali. Già, proprio così, e mi aspettavo (sbavante, a onor del vero) un volume in puro Tony Face style tutto sulla scena mod italiana, dagli albori ai nostri giorni.<span id="more-2182"></span><br />
Non nascondo, quindi, di avere provato una certa delusione dopo averlo sfogliato e alla lettura delle prime pagine, perché non si tratta assolutamente di un documento simile (che secondo me Tony dovrebbe comunque scrivere: magari alla prossima botta&#8230;).</p>
<p>Superato l&#8217;impatto iniziale e resettate aspettative, idee e aspirazioni (mi ci sono voluti un paio di giorni), sono tornato con più calma e serenità sul volume che &#8211; preso nella sua reale natura &#8211; è in realtà tutt&#8217;altro che deludente. Anzi.</p>
<p>Mettiamola così: se mai vi è venuto in mente di diventare mod o credete di essere vicini a questa cultura, leggete bene <em>Mod Generations</em> (magari anche un paio di volte), perché è la vostra <em>Bibbia</em>, il vostro <em>Bignami</em>, la vostra Costituzione e la vostra <em>Divina Commedia</em> &#8211; tutto raccolto in un solo libro.<br />
Se invece &#8211; come il sottoscritto &#8211; siete semplicemente poco addentro al modism e magari avete sempre percepito una certa distanza dal fenomeno (lo confesso candidamente: io nel &#8211; supposto &#8211; match tra mod e <a href="http://www.gabrielelunati.com/index.php?tag=rock">rocker</a> ho sempre tifato rocker), questa è un&#8217;occasione d&#8217;oro per conoscere a fondo il vasto universo musicale, culturale, ideologico e attitudinale che il mod racchiude. Nonché per ricevere una bella lezione di storia delle culture giovanili degli ultimi 40 anni, fatta da uno che era ed è tutt&#8217;ora in prima linea.</p>
<p>Pensate a un dettagliato affresco sociologico, ma lontano mille anni luce dall&#8217;accademia, scritto con stile pulito, ritmato e rock&#8217;n'roll: ogni capitolo è come un lungo articolo che non sfigurerebbe su una bella rivista musicale  &#8211; di quelle come non se ne fanno più da anni e anni.<br />
Questo è, in effetti, il pregio più grande di <em>Mod Generations</em>: che è talmente scorrevole e piacevole da far davvero dimenticare qualsiasi tipo di pregiudizio &#8211; più o meno immotivato &#8211; verso un universo a tratti controverso e vagamente respingente come quello della mod culture (parlo, ovviamente, a titolo personale&#8230; probabile che il senso di &#8220;respingimento&#8221; sia dovuto solo al fatto che io sono sempre il solito cafone rockettaro che col parka o il vestito di sartoria si sentirebbe nudo&#8230; anzi vado subito a mettermi il chiodo che al solo pensiero mi è venuto un brivido gelido).</p>
<p>Un bel libro davvero, quindi. Documentato, preciso, puntuale, autorevole e non per questo difficile da approcciare. E scusate se è poco.</p>
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		<title>(Old?) Soul Rebel</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 17:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tony Face Big Roll Band &#8211; Old Soul Rebel (Area Pirata, 2009)

Chi è Tony &#8220;Face&#8221; Baciocchi immagino più o meno lo sappiano tutti (chi avesse bisogno di un ripasso vada a leggere qui, qui e qui: è tutta salute, garantito). Come si diceva tanti anni fa &#8211; grazie a qualche cacchio di pubblicità da Carosello &#8211; è un nome, un marchio, una garanzia. Di qualità ovviamente.
Ancora una volta, dunque, Tony finisce nelle maglie della rete di Area Pirata (il precedente episodio è la ristampa del 12&#8243; dei Not Moving Land ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2009/09/oldsoul.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1566" title="oldsoul" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2009/09/oldsoul.jpg" alt="oldsoul" width="300" height="300" /></a>Tony Face Big Roll Band &#8211; Old Soul Rebel (Area Pirata, 2009)<br />
</strong></p>
<p>Chi è Tony &#8220;Face&#8221; Baciocchi immagino più o meno lo sappiano tutti (chi avesse bisogno di un ripasso vada a leggere <strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/2007/10/antonio-tony-face-baciocchi-uscito-vivo-dagli-anni-80-nda-press-2007/">qui</a></strong>, <strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/2007/12/tony-face-the-modfather/">qui</a></strong> e <strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/2008/04/tony-face-2002/">qui</a></strong>: è tutta salute, garantito). Come si diceva tanti anni fa &#8211; grazie a qualche cacchio di pubblicità da Carosello &#8211; è un nome, un marchio, una garanzia. Di qualità ovviamente.<span id="more-1357"></span><br />
Ancora una volta, dunque, Tony finisce nelle maglie della rete di<strong> <a href="http://www.areapirata.com/">Area Pirata</a></strong> (il precedente episodio è la ristampa del 12&#8243; dei Not Moving <em>Land of Nothing</em> nel 2003: e per questo, lo ripeterò sempre, Area Pirata va semplicemente ascritta tra le entità superiori destinate a regnare sulla razza umana dopo l&#8217;Apocalisse). Ero davvero curioso di sentire, quindi, cosa caspita avevano combinato assieme.</p>
<p>Come dire&#8230; confesso che mi ci sono volute circa 48 ore per entrare nello spirito di questo cd. Io sono un po&#8217; de coccio a volte e ho i miei tempi; poi vedere che la tracklist è composta quasi esclusivamente da cover &#8211; diverse delle quali decisamente fuori dai ristretti confini delle mie conoscenze &#8211; non mi ha predisposto nel migliore dei modi. E sono partito con la mia sana dose di prevenzione a go-go.<br />
Ci sono voluti un paio di ascolti, un paio di Carlsberg e &#8211; onore e gloria a lui &#8211; l&#8217;incipit delle note di Luca Frazzi per &#8220;entrare&#8221; in <em>Old Soul Rebel</em>. E trovarlo un disco bello, pieno di significato e a tratti entusiasmante (se non commovente).</p>
<p>Perché questo cd è davvero una festa (cito Frazzi), in cui Tony Face è allo stesso tempo il festeggiato e il maestro di cerimonie che coordina una pletora di amici e musicisti nelle registrazioni (ci sono illustri signori che arrivano da Purple Hearts, Prisoners, Sick Rose, Long Tall Shorty, Kina, Statuto, Not Moving, etc etc etc&#8230; sembra una hall of fame).<br />
La celebrazione è almeno doppia: in primo luogo di una carriera lunga e ancora pulsante, fatta di passione, grande musica (pensate solo ai gruppi in cui Tony ha militato e non c&#8217;è bisogno di commentare oltre) e immensa onestà. In secondo luogo si tributano i giusti onori a mentori, ispiratori e &#8211; soprattutto &#8211; ad artisti che hanno consegnato alla musica veri capolavori di garage, soul, mod, northern soul, punk, blues, hardcore: senza fare differenze. E devo dire che uno degli episodi più toccanti è proprio la classica mosca bianca, una canzone che a leggerne il titolo sulla copertina del cd non capisci bene perché ci sia: &#8220;Visionary&#8221; degli Husker Du.<br />
La sincerità mi impone di dire che i momenti meno riusciti sono un pezzo dei Jam rivisitato in italiano, con testo ultra mod &#8211; di quelli ingenui molto pop anni Sessanta &#8211; ma un po&#8217; fuori metrica, e una cover di &#8220;These boots are made for walking&#8221; versione proto-electro-tribal-teatrale, troppo fuori registro rispetto a tutto il resto. E insomma&#8230; nell&#8217;economia di ben 17 tracce, direi che la media è altissima.</p>
<p>Un disco divertente e istruttivo, ma anche l&#8217;omaggio di un grande personaggio alle proprie radici. Certo, sono cose che si fanno a fine carriera queste, e invece il nostro Tony è ben lontano da quel momento&#8230; per cui aspettiamo un altro cd, l&#8217;anno prossimo, pieno di musica così. Che va bene.<a href="http://www.areapirata.com/"><br />
</a></p>
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		<title>Glamdisco-pop con le Those Dancing Days</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 03:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Bisantino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Those Dancing Days &#8211; s/t (V2, 2008)
Direttamente dalle pagine di MySpace ecco il primo ep di un&#8217;altra band che sta facendo furore in rete. Sto parlando delle Those Dancing Days, cinque ragazzine svedesi che hanno tutte le carte in regola per diventare le nuove CSS (come stile intendo). In questo ep, uscito per la V2, troviamo cinque brani scanzonati e diretti, come chi cazzeggia in sala prove e pensa di avere tra le mani il singolo del secolo. Ma le TDD sanno come confezionare pop songs senza apparire banali.
&#8220;Hitten&#8221; comincia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.blackmilkmag.com/wp-content/thosedancingdaysbi3.jpg" alt="thosedancingdaysbi3.jpg" /><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'"></span>Those Dancing Days &#8211; s/t (V2, 2008)</strong></p>
<p>Direttamente dalle pagine di MySpace ecco il primo ep di un&#8217;altra band che sta facendo furore in rete. Sto parlando delle <strong><a href="http://www.myspace.com/thosedancingdays">Those Dancing Days</a></strong>, cinque ragazzine svedesi che hanno tutte le carte in regola per diventare le nuove CSS (come stile intendo). In questo ep, uscito per la V2, troviamo cinque brani scanzonati e diretti, come chi cazzeggia in sala prove e pensa di avere tra le mani il singolo del secolo. Ma le TDD sanno come confezionare pop songs senza apparire banali.</p>
<p>&#8220;Hitten&#8221; comincia come &#8220;Pull Shapes&#8221; delle Pipettes (o dovrei dire con un attacco anni Cinquanta?), a metà tra girlie pop e riverberi Northern soul, con tastierine anni Ottanta a rendere plasticoso il tutto. &#8220;1000 Words&#8221; e &#8220;Those Dancing Days&#8221; prendono in prestito i ritmi nu rave trasformandosi in pop songs a bassa definizione. &#8220;Dischoe&#8221; fa il filo a Blondie, mentre il garage-pop di &#8220;Tasty Boy&#8221; chiude questo breve cd.</p>
<p>In rete impazzano elogi e recensioni ruffiane. Ok, le Those Dancing Days sono brave, belle, fighe e hanno 9312 amici sul loro MySpace, ma è troppo presto per dire se il loro primo album sarà un successo. Così piccole e già volete che facciano la fine degli Strokes?</p>
<p><span></span></p>
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