Articoli taggati con: noise
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Riassunto della puntata precedente: nel 1974 un gruppo di aspiranti artisti dell’area di Detroit mette su una band dedita al rumore e all’anti-rock: si fanno chiamare Destroy All Monsters e suonano strumenti bizzarri, producendo una mistura sonica che – nella migliore delle ipotesi – suscita disprezzo e fastidio negli ascoltatori
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“…a musical 3D experience; drugs, decadence and death…” [The Michigan Daily, giugno 1977]
Chi bazzica negozi, banchetti e convention in cerca di vinile sopraffino – possibilmente a buon mercato – sicuramente almeno una volta si sarà trovato tra le mani un disco dei Destroy All Monsters o dei Dark Carnival
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Tupelo – Little by Little/Vortex (7″, Vinza, 1993)
C’è un posto, che non starò a nominare, dove con una mezz’ora di tempo fra le mani e una quindicina d’euro in tasca, è possibile assistere a minuscoli miracoli del rock’n’roll. Minuscoli perché sono piuttosto piccoli anche di dimensione (sette pollici di diametro), sottili, spesso contenuti in copertine di carta ingiallita e fotocopiata. E con 5 euro l’uno ci si toglie la paura, oltre che lo sfizio. Trovatemelo voi un miracolo a 5 euro, intanto, se siete capaci.
In uno dei miei raid settimanali …
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I Got a Violet – Backwash (New Model Label, 2009)
Una nuovissima band con un cd fresco fresco, uscito per un’altrettanto nuova label ferrarese (la New Model Label).
Gli I Got a Violet sono in tre e si rifanno al concetto di contaminazione (cito dalla loro bio); per fortuna contaminano generi che mi gustano, perché non avrei retto un gruppo crossover o funky metal!
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Kill Your Idols, La storia della scena art-punk No Wave di New York (2004, 70 min., di Scott Crary)
Chi ha fegato da vendere da uccidere i propri idoli?
Bruciare le icone e le bandiere con cui la Generazione X ha tappezzato infinite pareti di case dello studente: giovani universitari, nerd, intellettuali, emarginati, disperati alle prese con frullatori impazziti
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Eat the Rabbit – s/t (Marsiglia Records)
Quando avevo 9-10 anni il massimo della figaggine – raggiungibile rigorosamente solo nel periodo estivo, in vacanza low-cost a Limone Piemonte, a casa della prozia squinternata – era stare fuori casa fino alle 10-11 di sera, andando alla sala giochi in cima a una salita che puzzava sempre di piscio (chissà perché) e appiccicarsi come licaoni allo chassis di truciolato colorato di Pac Man, space Invaders o Galaga.
Si guardavano i bulletti pseudo sedicenni genovesi e torinesi che giocavano e – sì, all’epoca era possibile …
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[Post poco misurato e forse offensivo per i cuoricini più deboli e pacati]
E’ brutto uscire da un concerto con le palle che girano. Succede, mi sa, ai rockettari quando si avvicinano alla mezza età e si trovano in una sala ripiena di indie fans, ragazzine, giovinotti, buzzurri che fumano nonostante la fottuta legge Sirchia (che maledii profondamente all’epoca, ma ora non disprezzo più di tanto), francesi ubriachi, bisonti poganti che manco fossero al concerto degli Slayer del 1987 al Palatrussardi, tour di Reign in Blood.
Succede ai rockettari di cui sopra …
