Articoli taggati con: New York Dolls
Recensioni »
Recensioni »
Monografie, R.i.p. »
Recensioni »
Italia, Recensioni »
Interviste »
Interviste »
Sonny Vincent, newyorkese classe 1952. Dal 1975 a oggi ha suonato in un numero impressionante di band (Testors e Shotgun Rationale su tutte) con personaggi del calibro di Cheetah Chrome, Sterling Morrison, Bob Stinson, Wayne Kramer, Moe Tucker, Scott Asheton, Captain Sensible, Lou Reed, Richard Lloyd…
Recensioni »
Born to Lose: The Last Rock and Roll Movie (di Lech Kowalski)
Kowalski ha impiegato anni a girare, montare e rimontare questo documentario senza venirne realmente a capo. E il risultato è a metà strada tra un epitaffio e un’apologia del mito Johnny Thunders: dagli albori cotonati glam con le Bambole di New York, passando per l’ero-band Heartbreakers, fino all’altalenante parabola solista. Quest’ultima fase, in particolare, l’ha visto entrare del tutto nella parte del nomade perennemente con la sei corde al seguito, occupato a perdersi – con nonchalance – in giro …
Recensioni »
Mad Juana – Bruja On The Corner (Acetate Records/Goodfellas, 2008)
Goran Bregovic, Gogol Bordello, gli zingari che suonano in metropolitana… perché recensire un gruppo – diciamo – patchanka, con spiccatissime influenze gipsy, su Black Milk? Semplice: l’anima dei Mad Juana è Sami Yaffa, bassista degli Hanoi Rocks attualmente in forza ai New York Dolls nonché braccio, in passato, di band come Fallen Angels, Jet Boy, Demolition 23 eccetera eccetera.
Bruja On The Corner è un album fatto di violini, fisarmoniche, percussioni assortite: un po’ tex-mex, un po’ tarantolato, tanto – ma …
News, Recensioni »
Prima Donna – After Hours (Acetate Records/Goodfellas 2008)
E’ stato amore a primo ascolto, e pure a prima vista. Perché questi cinque ragazzi californiani suonano rock and roll come Satana comanda. A parte il nome che definire killer è poco, i Prima Donna frullano i New York Dolls, gli Stooges dell’era Raw Power, il David Bowie di “Suffragette City” e tutti i cliché glamorama del caso.
Ci sono i quattro quarti schiaccia-sassi, i riff à la Chuck Berry e il sassofono che, inevitabilmente, ricorda Michael Monroe e gli Hanoi Rocks. After …
