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Articoli taggati con: indie

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[21 Jul 2010 | No Comment | ]
Un divano (di plastica) è per sempre

Plastic Made Sofa – Charlie’s Bondage Club (Smoking Kills, 2010)
Esordire con un album di 10 pezzi di cui uno solo poco al di sopra dei tre minuti vuole dire tanto, non immaginate quanto. Insomma è sintomatico di quella famosa “attitudine” che nel rock – cari miei – è tutto

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[25 May 2010 | No Comment | ]
Un Menghua con ghiaccio

The Menghua – s/t (autoprodotto, 2010)
Il trio vicentino The Menghua ha una formazione che, a livello di composizione, da sempre mi intriga: due chitarre e batteria, niente basso

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[3 May 2010 | No Comment | ]
Le quattro dita di Franco

Franky Four Fingers – Franco Quarto il Terribile (autoprodotto, 2010)

I Franky Four Fingers sono dei sani spacconi vicentini che non si prendono sul serio, ma sanno suonare – sul serio, invece – come pochi in giro

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[17 Apr 2010 | No Comment | ]
Pop nobile, gioventù  svanita e calci nelle palle

The Record’s – De Fauna et Flora (Foolica, 2010)
Fottuta gioventù svanita. Da tempo non sono più in palpitante attesa del nuovo disco di questa o quella band. Eppure ero ansioso di conoscere i nuovi passi dei Record’s, di cui ho osannato l’esordio lungo Money’s On Fire proprio su queste paginette virtuali

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[8 Feb 2010 | One Comment | ]
Quei gran figli… favoriti

Speedjackers – Favourite Sons (New Model Label, 2010)
Uhmmmm… formazione a sei, per i vicentini Speedjackers: già, hanno ben tre chitarre, nella tradizione dei Lynyrd Skynyrd. E la faccenda si fa interessante, lasciando presagire dosi di cara e sanissima ignoranza southern

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[6 Dec 2009 | No Comment | ]
I Got a Violet: violette e risacca sonica

I Got a Violet – Backwash (New Model Label, 2009)
Una nuovissima band con un cd fresco fresco, uscito per un’altrettanto nuova label ferrarese (la New Model Label).
Gli I Got a Violet sono in tre e si rifanno al concetto di contaminazione (cito dalla loro bio); per fortuna contaminano generi che mi gustano, perché non avrei retto un gruppo crossover o funky metal!

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[20 Sep 2009 | No Comment | ]
Dall’hardcore all’indie e (forse) ritorno

Enrico De Candia, classe 1976, è l’ex (o forse non ancora) cantante dei Sottopressione, ora dei Pink Rays. Quindici anni di vita dedicata alla musica, con cambiamenti di gusti, di genere e anche di ruoli, ma con alcune idee rimaste sempre ben chiare. Idee che emergono nell’intervista che ci ha concesso in un pomeriggio di fine estate.
Cominciamo dall’inizio, vale a dire il tuo ingresso nei Sottopressione nel 1996. All’epoca avevi 20 anni. Avevi già avuto esperienze musicali? Come ti scelsero?
Sono arrivato a Milano pochi mesi prima di …

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[22 May 2009 | No Comment | ]

Magentha Vol – Sub (autoprodotto, 2009)

Magentha Vol si presentano strabene con un cd digipack chiuso da laccetto in cuoio con clip, artwork curato e patinatissimo anche se non palesemente sputtanato – ci siamo capiti. Niente male davvero.
Poi metto su il cd. It sounds so Nineties, so fucking Nineties… già. Davvero ragazzi: non è un male, sia chiaro. Solo mi lascia perplesso il revival degli anni Novanta, che erano ieri o quasi (vabbè, sono ingiusto… magari i Magentha Vol non vogliono fare revival di un bel fico secco, però è innegabile …

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[26 Mar 2009 | No Comment | ]

The Priscillas – 10.000 Volts (Nags Head, 2009)
Primo disco dopo una serie di singoli per le Priscillas, quartetto londinese a prevalenza femminile (l’unico uomo è infatti il batterista Phil Martini, ex dei Tokyo Dragons). Questo 10.000 Volts cerca di trovare un equilibrio tra varie influenze, dal garage alla Holly Golightly all’indie-brit pop di band come Long Blondes, passando per il powerpop, Blondie, le girl band anni Sessanta e un pizzico di glam, che non fa mai male.
Il risultato è sicuramente apprezzabile, seppur con qualche passaggio a vuoto – dovuto a …

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[28 Feb 2009 | No Comment | ]

Eat the Rabbit – s/t (Marsiglia Records)
Quando avevo 9-10 anni il massimo della figaggine – raggiungibile rigorosamente solo nel periodo estivo, in vacanza low-cost a Limone Piemonte, a casa della prozia squinternata – era stare fuori casa fino alle 10-11 di sera, andando alla sala giochi in cima a una salita che puzzava sempre di piscio (chissà perché) e appiccicarsi come licaoni allo chassis di truciolato colorato di Pac Man, space Invaders o Galaga.
Si guardavano i bulletti pseudo sedicenni genovesi e torinesi che giocavano e – sì, all’epoca era possibile …