Articoli taggati con: garage revival
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Roberto Calabrò – Eighties Colours (Coniglio, 2010, 224 pag.)
Con un paio di doppio malto in corpo si disattiva il filtro diplomazia e posso dirlo senza difficoltà: tanto ne avevo letto, tanto è stato esaltato e tanto ne continuo a leggere che questo libro – ancor prima di stringerlo tra le mani – mi stava sulle palle
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Milano Otherwise, di Matteo Pellegrini (1989/90)
Un documento di cui ignoravo l’esistenza fino a pochi mesi orsono, che fotografa – nel formato di interviste più protoclip – quattro formazioni milanesi dell’area underground/garage/Sixties/psych tra il tramonto degli Ottanta e l’alba dei Novanta (purtroppo non si riesce a dedurre con esattezza l’anno).
Quattro lunghe istantanee in bianco e nero che hanno il sapore di quella Milano che tanto odiavo (e continuo a farlo, con la differenza che ora ci abito anche) negli anni Ottanta e Novanta, coi suoi squarci opachi, della stessa consistenza dell’eroina …
Libri e carta stampata »
Italia, Recensioni »
Liars – Salvation/Can’t Stay Away From You (Area Pirata, 2010)
Fottuto godimento. Dagli umidi e profondi meandri del garage revival italiano riemerge una formazione leggendaria, ossia i The Liars di Pisa – nati nel 1985 e poi andati scemando lungo tutti i Novanta, fino a far perdere le proprie tracce
Italia, Recensioni »
The Fanatik Pillows – Slang! (Fanatik Action Records, 2008)
Ho già avuto modo di scrivere da queste parti che trovo l’estetica Sixties garage un tantino patetica, perché spesso si riduce a una moda tanto quanto quella dark o, peggio, quella paninara. Discorso diverso per il sound di quegli anni. Intramontabile, semplicemente intramontabile, per il suo essere così candido e contemporaneamente rozzo.
Dal garage revival degli Ottanta in poi molti hanno provato a ricreare quel tipo di suono, scadendo spesso nel calligrafico. I Fanatik Pillows, seppur estremamente riguardosi, c’hanno il cosiddetto tocco in …
Interviste, Reperti »
Anno 2003, lo scrivente faceva una e-zine (inviata per posta elettronica) che si chiamava Too Much Junkie Business. Un periodo felice della sua esistenza. Anzi della mia: piantiamola con la terza persona da dissociato. Erano gli anni romani, degli Applicants e di tante altre cose che non vanno raccontate in questa sede.
Ecco quindi, direttamente da Too Much Junkie Business, un’intervista d’annata al chitarrista dei Cynics: Gregg Kostelic.
News, Reperti »
Eccoci – a una settimana di distanza – all’appuntamento con la seconda parte del pezzo su Leighton Koizumi e le sue band (clicca QUI per andare alla parte prima). Vi ricordiamo la bellissima ristampa su Area Pirata di Emerge (in edizione vinilica superlusso – colore verde! – e cd digipack con ricco booklet), nonché il tour europeo dei Morlocks (che toccherà anche l’Italia, a giugno).
E poi, per i completisti, anche la stampa europea del recente Easy Listening for the Underachiever su Go Down Records (anch’essa in doppia edizione: vinile …
News, Reperti »
In occasione della ristampa per Area Pirata di Emerge, nonché di un tour europeo dei Morlocks (che toccherà anche l’Italia, a giugno), ecco un mega-pezzone dedicato alla leggenda di Leighton Koizumi e delle sue band. Qui trovate la prima parte, nel giro di una settimana seguirà il tronco finale. Enjoy.
Ero un segaiolo in erba quando Ted Friedman e Leighton Koizumi lasciarono i Gravedigger V e si unirono a Jeff Lucas, Tom Clarke e Mark Mullen per dar vita ai Morlocks. Avevo ancora il pube spelacchiato e la cosa più alternativa …
Recensioni »
The Fleshtones – Take a Good Look! (Yep Roc, 2008)
Che Peter Zaremba sia il figlio illegittimo di una sveltina tra Eric Burdon e i Ramones in un sottoscala nei pressi della Bowery è un fatto quasi storicamente appurato. E’ cosa altrettanto certa che l’ultima fatica dei Fleshtones, Take a Good Look!, li conferma nuovamente come inossidabili mestieranti del garage, occupazione a loro cara fin dai tempi del seminale revivalistico American Beat (1984).
Abrasivi e un po’ Motown soul incazzato in “Shiney Hiney”, passano per le vie del …
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The Sick Rose – Faces (Teen Sound, 2008)
Joint venture tra Teen Sound e l’ormai defunta Electric Eye per questa riverberata, acidissima reissue di metà Eighties.
La marca è quella dei Sick Rose, il prodotto è Faces, il contenuto è la migliore incarnazione italiana del fenomeno Eighties garage. Alla metà degli anni Ottanta, infatti, gli strascichi delle varie “wave” furono spezzati da un nuovo e nervoso movimento che coniugava il ritorno alle radici dei Sixties, la psichedelia e un mai domo piglio punk: la garage explosion che accendeva i suoi fuochi …
