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Articoli taggati con: Creem

Libri e carta stampata »

[7 Nov 2011 | No Comment | ]
Non a tutti dona il rossetto

La traduzione italiana di Tracce di rossetto, il saggio di Greil Marcus di cui nessuno ha mai – francamente – avuto alcun bisogno. Accademismo senza limitismo

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[15 May 2011 | No Comment | ]
School of rock journalism

Il flusso di coscienza lesterbangsiano è contagioso come la peste. E il giovane Peter Laughner lo dimosta in questa recensione del 1976 di “Coney Island Baby”. Pretenziosa, sanguigna, logorroica e ipnotica. Amatelo o odiatelo, questo stile è un vero e proprio genere, ormai. E beccatevi questa traduzione apposta per voi

Interviste, Reperti »

[26 Mar 2011 | No Comment | ]
Bangs Bangs, my baby shot me down

Nel 1974 usciva il numero uno (e anche l’ultimo) di Brain Damage, la fanzine curata da Metal Mike Saunders, futuro membro di Vom e Angry Samoans. Conteneva un’intervista-delirio a Lester Bangs: abbiamo provato a tradurla, per dare un’occhiata dal buco della serratura…

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[18 Jul 2010 | No Comment | ]
Laughner on Modern Lovers

Nel numero di agosto 1976 di Creem, Peter Laughner recensisce il debutto (che in realtà è una collezione di demo registrati qualche anno prima, tra il 1971 e il 1973) dei Modern Lovers di Jonathan Richman

Monografie »

[11 Jul 2010 | 3 Comments | ]
Lester and me: la parola a James “The Hound” Marshall

Lester è morto perché il rock’n’roll era l’unica cosa che lo teneva in vita – quando è morto il rock’n’roll è morto anche Lester Bangs
(James “The Hound” Marshall)

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[11 Sep 2008 | No Comment | ]

Un frammento di documentario inglese, in cui si parla del noiosissimo Bryan Ferry. Perché ci interessa? Semplice… al minuto 1:11 arriva Lester Bangs! Un rarissimo documento.

Recensioni, Reperti »

[27 Nov 2007 | 5 Comments | ]
Laughner & Bangs bootleg!

Peter Laughner & Lester Bangs – the famous Lester Bangs sessions, Creem offices 1976 (bootleg)
Certi materiali sonori sono aprioristici. In senso kantiano. Dopo questa frase mi ci vuole una birra, una sigaretta e magari un tiro di popper. O qualcosa di meglio.
Ma lasciamo perdere i ricordi universitari. Ché filosofia e rock’n’roll, per quanto interlacciati, non fanno bella figura a livello manualistico. E’ roba che devi dedurre, percepire, sentire. E basta. Anima e carattere, non libri e conferenze.
E allora vediamo di percepire.
Quello che abbiamo qui, reperito in rete e mai stampato …