Articoli taggati con: cd
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The Stooges – You Don’t want My Name, You Want My Action (Easy Action, 2009)
Se amate Ron Asheton e avete sempre avuto la curiosità di sentirlo all’opera insieme a James Williamson (entrambi alla sei corde, nota bene), questo cofanetto con cinque live del 1971 vi ammazzerà di godimento. Ma dovete essere dei fottuti fan. FAN. F-A-N. Perché si sente male ed è indegnamente costoso. Però… ascolterete brani mai finiti su un disco ufficiale e sentirete il gusto dell’eroina in gola
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Isobel Campbell & Mark Lanegan – Hawk (V2, 2010)
Ok, è chiaro che qui nei meandri di Black Milk – anche se non se ne parla molto – Mark Lanegan è, per usare un eufemismo, molto stimato. E, nonostante lo scetticismo iniziale per un lavoro in joint venture con la chanteuse Isobel Campbell (lo confesso: Ballad Of The Broken Seas non mi piacque molto e il successore lo snobbai senza pensarci), tutto quadra. E per un’oretta, ascoltando il contenuto del promo gentilmente inviato, il mondo sembra avere un barlume di …
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The Nappies – Next Stop Styx (Cheapskate, 2010)
Scatto Polaroid. Mia moglie, con una maglietta dei Calexico, sta preparando l’impasto per la farinata bianca. Io in braga mimetica, maglia della SOA, ciabatta casalinga (gli anfibi non li annovero ancora tra le calzature da casa, tranquilli) e Ceres vuota per più di metà sono al computer
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Red Car Burns – The Roots & The Ruins (No Reason Records, 2010)
Ok, amici della No Reason: io inizio ad avere una seria pulsione a identificarvi come “l’etichetta emo anni Novanta”. Ci provo a trovare altre definizioni, ma questa mi pare essere sempre la più calzante, per quanto magari un po’ tagliata con l’accetta
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From Plan to Progress – Ink Stains & Incidents (No Reason Records, 2010)
Una band made in UK (Brighton, per la precisione), che si diletta con sonorità impregnate fino al midollo di emo-core anni Novanta – un suono che gli inglesi, all’epoca del maggior splendore di questo genere, proprio non erano capaci di maneggiare: diciamolo
