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	<title>Black Milk Magazine &#187; blues</title>
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		<title>Garage Gewalt</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 17:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo-fi, blues punk, garage rock, rumorismo minimale e gospel punk. Riecco i RnR Terrorists, con un cd che lascerà il segno. Se avete scelto di lottare dalla parte giusta, ovviamente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2012/01/rnr-terrorists.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10435" title="rnr terrorists" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2012/01/rnr-terrorists-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>RnR Terrorists &#8211; <em>Garage Gewalt</em> (Bubca, 2011)</strong></p>
<p>Il termine tedesco <em>Gewalt</em>, nel suo significato, comprende al tempo stesso sia la potestas sia la violentia &#8211; cito malamente, e non per bullarmi. E&#8217; dunque un atto di forza che comporta la presenza di una legittimazione del ricorso alla violenza. E per i toscani <a href="http://www.myspace.com/rnrterrorists" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">RnR Terrorists</span></a>, nostra <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/2010/02/rnr-terrorists-stolen-blues-bubca-recensione/" target="_blank">vecchia conoscenza</a></span>, l&#8217;investitura ha origine divina; perché Essi sono gli Eletti e il Rock&#8217;n'Roll, in una notte fredda e nebbiosa di qualche anno fa, li ha posseduti carnalmente, inseminando i loro cervelli e le loro anime.</p>
<p>In questo nuovissimo &#8211; e atteso, almeno da queste parti &#8211; <em>Garage Gewalt</em> la band compie un passo speciale e abbandona la prassi di rubare/citare/rippare brani blues più o meno antichi, per proporre invece 10 pezzi interamente propri: è tutta farina del loro putrido sacco, piena di germi lo-fi, blues punk, garage rock, rumorismo minimale e gospel punk.<br />
Rispetto al precedente <em>Stolen Blues</em> intravedo anche qualche sensibile mutamento di umore e in generale una vena più scura, ombrosa, nel massacro sonico di questi attentatori impenitenti; se entrambe le parti mi perdoneranno il paragone, <em>Garage Gewalt</em> mi pare per i RnR Terrorists un po&#8217; ciò che <a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/2011/10/intellectuals-in-the-middle-of-darkwhere-recensione/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em>In The Middle Of Darkwhere</em></span></a> è stato &#8211; nella prima parte del 2011 &#8211; per gli Intellectuals&#8230; un disco che amplia un discorso, sorprende piacevolmente senza lasciare spaesati e mostra una band mutata come succede a un buon vino se si ha la pazienza di lasciarlo riposare più di quanto la voglia di berlo ci imporrebbe.</p>
<p>Qui c&#8217;è poco da scherzare sia chiaro: i pezzi dei RnR Terrorists sono come un massaggio alle chiappe praticato da un&#8217;aliena con la pelle fatta di lamette e schegge di vetro. Blues punk mutoide, pieno di diavoli storpi, sante eroinomani, negrieri in doppiopetto, schiavi con contratto a progetto, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Juke_joint" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">juke joint</span></a> mortali nel mezzo della campagna tosco-emiliana e fegati zombie. Musichette per stuprare cervelli e gustarsi shottini di molotov, comodamente a cavalcioni di una Vespetta in fiamme. Il tutto aspettando il giorno in cui &#8220;la musica rientrerà nelle fogne e nei vicoli oscuri, scacciata dai divertimentifici ufficiali e tollerati&#8221;, perché &#8220;allora, e solo allora, tornerà a essere sangue e carne e tornerà a parlare a zone del nostro cervello ormai addormentate. E forse di lì un nuovo mondo verrà&#8221; (dalle liner notes del cd).</p>
<p>Io fossi in voi lo ordinerei da <a href="http://www.myspace.com/bubcarecords" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Bubca</span></a>. Subito. Anche due copie, ché va regalato alle persone più care un dischetto così.</p>
<p><center><iframe width="500" height="369" src="http://www.youtube.com/embed/ioUf8STIFhM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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		<title>Milkshake di cervello alla banana</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 18:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ep per il tour francese del Trio Banana: suite per cervelli implosi, sinfonie per amigdale macerate nella tequila e usate come palline da ping pong]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/11/banana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9706" title="banana" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/11/banana.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><strong>Trio Banana &#8211; <em>Scream Your Dreams</em> (Bubca, 2011)</strong></p>
<p>Il <a href="http://www.myspace.com/triobanana" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Trio Banana</span></a>, dopo <a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/2011/05/trio-banana-baby-save-my-soul-recensione/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em>Baby Save My Soul</em></span></a>, torna a farsi vivo con un ep appositamente prodotto per il recente tour in terra di baguette, camembert e champagne. Un classico cd-r in stile <a href="http://www.myspace.com/bubcarecords" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Bubca</span></a>, con le scritte a pennarello sul dischetto che fanno tanto banchetto abusivo a Scampia, ma ti danno anche la garanzia totale di genuinità e scassoneria &#8211; due qualità senza cui la Bubca non sarebbe la Bubca, ma solo una delle altre etichette che sfornano roba senza molto cuore o direzione.</p>
<p>Veniamo alla musica. Il tutto è inciso decisamente meglio rispetto al lavoro precedente e i pezzi presenti svelano in maniera inconfondibile l&#8217;animo più psichedelico, psicotropo e psichiatrico del trio; questo significa che i brani hanno forti connotazioni tendenti alla jam acida e stralunata, fatta di rock, folk, blues punk (una traccia in particolare ha un riff killer palesemente alla Gun Club), garage e sperimentazione sguaiata. Suite per cervelli implosi, sinfonie per amigdale macerate nella tequila e usate come palline da ping pong.</p>
<p>Il punk qui c&#8217;è, e a tonnellate, ma il Trio Banana non suona punk nel senso tradizionale del termine. In pratica raggiungono quel sublime livello in cui sai che loro sono punk e suonano punk, ma senza fare punk seguendo le formule note e codificate. Concludendo&#8230; niente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-X296gWQH5w" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Grappa Bocchino</span></a>, ma musica per drogarsi e godersi ogni istante dello sconvolgimento.</p>
<p><center><iframe width="480" height="355" src="http://www.youtube.com/embed/pd6k7hKuCOE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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		<title>Tom aspetta&#8230; noi forse no</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 17:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hugo Bandannas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ennesimo ritorno di Tom Waits, maestro sempre uguale a se stesso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/11/Tom-Waits-Bad-As-Me.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9672" title="Tom-Waits-Bad-As-Me" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/11/Tom-Waits-Bad-As-Me.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Tom Waits &#8211; <em>Bad As Me</em> (Anti, 2011)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Come si fa a mettere su un nuovo disco di <a href="http://badasme.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Tom Waits</span></a> senza lo spettro della noia già al primo ascolto?<br />
Difficile che il menestrello di Pomona deluda le aspettative, eppure a 60 anni suonati, con una carriera e una rispettabilità ingombranti, potrebbe pure permettersi una derapata fuori dal seminato&#8230; non sto parlando di spingere sull’acceleratore dell’eccentrismo o andare su di giri con arrangiamenti strampalati e ubriachi &#8211; a destabilizzare le sicure e oliate rotaie di un ruvido blues o di una ballad notturna che sembra uscita da uno Springsteen in putrefazione (due situazioni in cui Waits sia maestro da sempre); nemmeno gli si chiede di impartire lezioni alle ultimissime generazioni di giovani saltimbanchi cantautori stonati strampalati. Piuttosto, invece, lo si potrebbe vedere intento a perlustrare nuovi territori vocali e orchestrali, arrischiarsi e perdersi dentro l’ignoto, come i suoi illustri colleghi Dylan e Cave &#8211; che seppur sfiorando il fallimento commerciale, per poi rinascere dalle ceneri di pessime recensioni, sono riusciti ad affrancarsi, ammutinandosi alle loro stesse impolverate icone.</p>
<p>Waits no. Da <em>Bone Machine</em> del ’92 all’attuale <em>Bad As Me</em>, passando per <em>Mule Variations</em> va predicando liturgicamente quel “minimalismo in levare” scabro, essenziale, rauco fino all’osso. Sotto la benedizione e gli influssi di bulbosi fantasmi pionieri del blues dell’oltretomba alla Howling Wolf e Captain Beefheart.</p>
<p>Che sia veramente malvagio questo Mr. Waits? O forse è solo un’altra maschera demoniaca di cartone, inoffensiva, che sfila per il Mardi Gras nel giorno sbagliato.</p>
<p><center><iframe width="480" height="274" src="http://www.youtube.com/embed/ZCbPkr9AEG4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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		<title>Sweet home Darkwhere</title>
		<link>http://www.blackmilkmag.com/bm/2011/10/intellectuals-in-the-middle-of-darkwhere-recensione/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 21:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nuova prova degli Intellectuals tra noise, garage, lo-fi, blues, psychobilly e autismo selvatico. Genio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/10/darkwhere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9518" title="darkwhere" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/10/darkwhere.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Intellectuals &#8211; <em>In The Middle Of Darkwhere</em> (Jeetkune, 2011)</strong></p>
<p>Ci è voluto tanto per vedere questo cd materializzarsi nella mia buca delle lettere. Se fossimo nel giornalino parrocchiale scriverei &#8220;&#8230;ma ne è valsa la pena&#8221;, enfatizzando il piacere dell&#8217;attesa, ma siccome qui di parrocchie non ne vedo, eviterò. E poi a me aspettare non piace, anche se sono diventato campione olimpionico di questo sport.<br />
Con tutto questo, diciamo subito la cosa più importante: <em>In The Middle Of Darkwhere</em> (titolo veramente figo) è un discone.</p>
<p>Se gli <a href="http://www.myspace.com/theintellectuals" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Intellectuals</span></a> fino allo scorso <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/2009/07/tripla-dose-dintellectuals/" target="_blank">Triple</a></span> </em>mostravano la volontà di sbizzarrirsi con idee e soluzioni che trascendessero il lo-fi punk bluesato e solforico che da sempre li contraddistingueva, ora hanno decisamente mollato gli ormeggi, salpando in esplorazione verso la terra di Darkwhere. Ne sono tornati meno selvaggi e infinitamente più selvatici; arricchiti, cambiati e plasmati da questo viaggio conradiano verso la jungla di Kurtz.<br />
Che l&#8217;aria sia diversa è evidente fin dalle note di copertina, che indicano una formazione a quattro (gli inossidabili Guitarboy e Drumgirl, la già nota Tina alle tastiere e la new entry Samir al basso)&#8230; il duo è raddoppiato e ora sono tutti cazzi nostri.</p>
<p>Selvatici, dicevo. Sì, perché ora gli Intellectuals hanno meno istinto brutale, ma più consapevolezza misantropa. Come degli autistici genialoidi che mandano a fare in culo il mondo, decidono di iniettare più rumore e più sperimentazione nelle loro sfuriate. E&#8217; così che suonano come un veleno a base di Monks, Honeymoon Killers, compilation <em>Back From The Grave</em>, primi Sonic Youth, psychobilly e Alan Vega solista.<br />
Il virus della bassa fedeltà è sempre in circolo &#8211; e il disco è stato registrato palesemente secondo i dettami più puri e arrapanti del verbo, con quattro pezzi addirittura incisi con un quattro tracce a cassette casalingo &#8211; ma potenziato e sporcato, imbastardito e meticciato. Per qualcuno le sonorità buie, claustrofobiche e ossessive di certi brani potrebbero risultare anche difficilmente sopportabili, ma come dire&#8230; non sono questi &#8220;qualcuno&#8221; a cui la musica degli Intellectuals si rivolge. Anzi, meglio perderli che trovarli, i &#8220;qualcuno&#8221; di cui si diceva.</p>
<p>Facciamoci un biglietto per Darkwhere, sola andata. E fanculo tutto.</p>
<p>PS: il disco è uscito su cd, su vinile (esiste anche una stampa limitatissima in vinile rosso&#8230; buona fortuna) e cassetta (ultralimitata a 39 esemplari&#8230; buona fortuna reprise)</p>
<p><object height="81" width="100%"><param name="movie" value="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F16384935"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param> <embed allowscriptaccess="always" height="81" src="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F16384935" type="application/x-shockwave-flash" width="100%"></embed></object>  <span><a href="http://soundcloud.com/smfsp/the-intellectuals-a-cheap">The Intellectuals &#8211; A Cheap Religion</a> by <a href="http://soundcloud.com/smfsp">smfsp</a></span> </p>
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		<title>Born to be Duodenum</title>
		<link>http://www.blackmilkmag.com/bm/2011/08/duodenum-brain-brain-brain-cd-r-recensione/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 15:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Duodenum &#8211; Brain Brain Brain (Bubca, 2011)
Attenzione, perché c&#8217;è il trucco. I malefici due Duodenum, infatti, hanno già fatto uscire un dischetto con questo medesimo titolo (recensito, più o meno, su Black Milk a marzo): era un mini-cd da 3&#8243; con tre brani in edizione ultralimitata per un tour in Francia. Ora i nostri buontemponi sfornano un cd-r con otto pezzi e con il medesimo titolo e un paio di canzoni in comune, giusto per confondere un po&#8217; le idee. Intanto è già tutto a puttane, cosa volete che sia&#8230;
Detto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/08/brain.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8997" title="brain" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/08/brain.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Duodenum &#8211; <em>Brain Brain Brain</em> (Bubca, 2011)</strong></p>
<p>Attenzione, perché c&#8217;è il trucco. I malefici due <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/duodenumb">Duodenum</a></span>, infatti, hanno già fatto uscire un dischetto con questo medesimo titolo<span id="more-8994"></span> (<a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/2011/03/duodenum-brain-brain-brain-recensione/"><span style="text-decoration: underline;">recensito, più o meno, su Black Milk a marzo</span></a>): era un mini-cd da 3&#8243; con tre brani in edizione ultralimitata per un tour in Francia. Ora i nostri buontemponi sfornano un cd-r con otto pezzi e con il medesimo titolo e un paio di canzoni in comune, giusto per confondere un po&#8217; le idee. Intanto è già tutto a puttane, cosa volete che sia&#8230;</p>
<p>Detto questo, siamo di fronte a un altro rutto in faccia &#8211; in pieno stile Bubca &#8211; alla fighetteria pseudo lo-fi e alternativa. E&#8217; oggettivamente difficile trovare gente che si immoli con la stessa abnegazione dei Duodenum sull&#8217;altare della no-fidelity, ossia quel modus operandi che fa sembrare la low-fidelity roba per audiofili e melomani masturbatori compulsivi.<br />
Quello che vi dovete aspettare da <em>Brain Brain Brain</em> è, dunque, rock&#8217;n'roll punk blues garage senza compromessi, scassato e ansimante, registrato con mezzi di fortuna (e volutamente). E&#8217; la musica che tutti i veri amanti del punk e del garage si sentono uscire dalle dita nelle serate alterate, un po&#8217; pazze, in cui ci si dimentica del mutuo, delle bollette, del lavoro e della famiglia che ti massacra i coglioni a morte. Mi sa che li amerete se non siete dei falsotti modaioli.</p>
<p>Burp.</p>
<p><center><iframe width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/iOLceLCWDAU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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		<title>Dements are go</title>
		<link>http://www.blackmilkmag.com/bm/2011/07/dements-pigs-fuck-allright-ep-recensione/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 07:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Thee Dements “tradiscono” la Bubca per cedere alle lusinghe della straniera Burning Hell: punk rock, blues, folk e delirio lo-fi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/07/dem.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8944" title="dem" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/07/dem.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Thee Dements &#8211; <em>Pigs Fuck Allright ep</em> (Burning Hell, 2011)</strong></p>
<p>Ebbene, riecco i <a href="http://www.myspace.com/theedements"><span style="text-decoration: underline;">Thee Dements</span></a>, che &#8220;tradiscono&#8221; la loro <a href="http://www.myspace.com/bubcarecords"><span style="text-decoration: underline;">Bubca Records</span></a> per cedere alle lusinghe della straniera <a href="http://www.myspace.com/burninghellrecords"><span style="text-decoration: underline;">Burning Hell</span></a>. Da questo connubio nasce un 7&#8243; ep vinilico (buco grosso, oh sì) che raccoglie tre brani appartenenti alla primissima produzione del gruppo. Scelta bizzarra, visto che nel frattempo i Dementi hanno sfornato parecchia altra roba, ma si sa&#8230; questa è gente stramba, poco raccomandabile e perennemente in stato di delirio erotico-musicale, quindi non è nemmeno salutare farsi troppe domande.</p>
<p>La sostanza è sempre quella: punk rock, blues, folk e delirio lo-fi scatarrato da un duo che ha inciso i propri brani in cucina (probabilmente dopo aver scolato un doppio litro di rosso della Coop in offerta specialissima). Se vi facevano schifo prima, li odierete ancora di più sentendo <em>Pigs Fuck Allright ep</em>; se vi piacevano o li tolleravate, continuerete a farlo, visto che qui ci sono solo conferme &#8211; nel bene o nel male. E infine, se siete Bubca-dipendenti, non potete privarvi di questa scheggia che completa l&#8217;universo concettuale di questa label sopra le righe.</p>
<p>Ho un solo dubbio però: questo cacchio di 7&#8243; è ascoltabile sia a 33 che a 45 giri senza particolari problemi e fastidi. Anzi, a 33 giri acquisisce un vaghissimo sapore da field recording spettrale stile Alan Lomax che smussa la sensazione di trascinamento dovuta alla velocità non corretta&#8230; ecco sì, ve lo consiglio a 33 giri. So che i Thee Dements apprezzeranno.</p>
<p><center><iframe width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/jZRDWUglyTI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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		<title>Record collectors are pretentious assholes</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 10:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mega-ristampa su cd dei primi due singoli, di tre ep/12" e del demo dei Not Moving. Sapete cosa fare. E se non lo sapete, è proprio grave...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/07/Not-Moving-cover-web.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8645" title="Not Moving cover - web" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/07/Not-Moving-cover-web.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Not Moving &#8211; <em>Light/Dark</em> (Audioglobe Relics, 2011)</strong></p>
<p>Non prendiamoci per i fondelli. Chi segue Black Milk o comunque le mie cazzate da un po&#8217; di tempo sa quanto io sia da sempre fanatico dei <a href="http://www.myspace.com/thenotmoving"><span style="text-decoration: underline;">Not Moving</span></a> &#8211; che infatti ricorrono puntualmente in queste pagine: provate a fare una ricerca usando il motore interno di BM e vedrete di cosa parlo.<br />
E&#8217; logico e consequenziale, dunque, che questa uscita targata Audioglobe Relics (una nuova divisione della storica etichetta/distributore) abbia stuzzicato i miei ormoni e attivato l&#8217;area più acritica e disposta a bersi tutto del mio cervello. E va bene così, perché questa antologia che raccoglie i due primissimi singoli, tre ep/mini lp (<em>Land Of Nothing</em>, <em>Black&#8217;n'Wild</em> e <em>Jesus Loves His Children</em>) e il demo tape d&#8217;esordio della band trascende oggettivamente ogni considerazione, opinione e sforzo critico. Semplicemente questa è materia originaria, un elemento fondante della cultura rock alternativa italiana, oltre che underground.<br />
Se non ti piacciono i Not Moving, probabilmente non ti piace il rock&#8217;n'roll. E allora hai un problema, baby&#8230; ma ognuno ha i suoi, quindi amen. Buona fortuna.</p>
<p>Detto questo, il mio pensiero &#8211; e non solo il mio, visto che qualcuno si è mosso per ristampare questo materiale &#8211; è che di questi 31 brani non ci sia proprio nulla da buttare; il 90% di queste canzoni è di diritto entrato nel Gotha dei classici della musica sotterranea tricolore degli anni Ottanta, mentre il restante 10% è per cultori e raffinati gourmet &#8211; che godranno come ricci ad ascoltare, ad esempio, il primissimo demo tape riemerso dalle nebbie e fino a oggi irreperibile (a meno di non esserselo comprato 30 anni orsono o di avere qualche amico/conoscente compiacente disposto a duplicarvi la cassetta&#8230;).</p>
<p>Come dite, voi giovanotti là in fondo? Non avete capito cosa c&#8217;è qui dentro? Beh, dovete studiare, per dio. Ma vi voglio dare un aiutino, riportandovi uno scambio di mail con l&#8217;amico Tony Face (giovincelli, dovete saperlo, ma lo preciso: lui era il batterista del gruppo, asini!), che dovrebbe se non altro instradarvi leggermente:</p>
<blockquote><p><strong>Tony:</strong> Arrivato alla fine ?<br />
<strong>Andrea:</strong> Sì ieri. Arrivato, un po&#8217; ammaccato ma arrivato. I corrieri andrebbero fucilati negli androni dei palazzi. Appena riesco a sentirlo recensisco!<br />
<strong>Tony:</strong> Il contenuto sonoro e largamente inferiore alla confezione. Sappilo !<br />
<strong>Andrea:</strong> Caro Lei, io quel contenuto sonoro lo adoro e lo possiedo tutto in vinile originale (e nel caso dei due 7&#8243; anche ben pagato &#8211; non profumatamente, ma nemmeno poco&#8230; ricordo che comprai i due singoli in blocco da uno spacciatore romano che vendeva dischi dal bagagliaio di una Renault scassata; nel 2002 gli diedi 25 euro a pezzo in mint conditions; poi un anno dopo il secondo 7&#8243; l&#8217;ho trovato e comprato a 1 euro in ottime condizioni in un negozio di un cretino&#8230; così ne ho due copie addirittura hehehe). Mi mancavano però i pezzi del demo, che inseguivo da un bel po&#8217; di anni. Ricordo anche di averti molestato per chiederti se me ne facevi una copia, molto tempo fa; avevo persino rotto le palle a Guglielmi almeno 10 anni orsono, per lo stesso motivo&#8230; finalmente sono stato esaudito!<br />
<strong>Tony:</strong> Hahaha. Non mi ricordo che mi avessi chiesto il demo, che ho recuperato tra le mie infinite scartoffie in stato di salute precaria e sottoposto a qualche cura nell&#8217;apposito studio, per ridargli un minimo di dignità. Sinceramente trovo il tutto molto datato. Mi piace molto <em>Movin&#8217; Over</em> per quanto e crudo e cattivo, non so perché ma ogni volta mi vengono in mente i Dead Kennedys, anche se c&#8217;entra poco. <em>Black&#8217;n'Wild</em> è il migliore. <em>Jesus</em> bello, ma ha dei suoni che mi fanno girare le palle, in particolare quello della batteria. Ma eravamo in trip con gli Hoodoo Gurus, io con i Lime Spiders, e i suoni ci sembravano quelli.</p></blockquote>
<p>Avete capito? Ecco, ora correte a ordinare/comprare questo cd, che è anche a prezzo super friendly (e ha una confezione da paura, oltre che un booklet con un bel pezzo esplicativo scritto dal Luca Frazzi nazionale). Altrimenti smettete pure di dire che ascoltate il rock&#8217;n'roll e sperate che ritorni il Festivalbar.</p>
<p><center><iframe width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/embed/Ey8PW54emi4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p><center><iframe width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/embed/KhO_Np6BaBo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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		<title>Fotti il marketing, questa è Bubcalandia</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 09:21:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Geese e Petrified Woods, il nuovo split tape ultralimitato di Bubca. E un signor split... ce la farete a procurarvene uno?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/07/splittape.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8882" title="splittape" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/07/splittape.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Geese/Petrified Woods &#8211; split (Bubca, 2011)</strong></p>
<p>Io a quelli della Bubca farei un monumento, ma nel contempo li percuoterei con violenza insensata &#8211; battendo sulle loro zucche vuote con una mazza da baseball di quelle che vendono da Decathlon a 20 carte. E sapete perché? Ve lo dico subito&#8230; questa banda di down posseduti dal rock&#8217;n'roll, che sfornano dischi, cd e 7&#8243; a ciclo continuo, hanno pubblicato questo split tape (un&#8217;altra cassetta, sì) che sul lato A ha una delle band più pazzesche e sconosciute che ho sentito negli ultimi tempi (gli australiani <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/geeseband">Geese</a></span>, paladini di un rock/garage psichedelico da pelle d&#8217;oca)&#8230; ma hanno avuto l&#8217;idea GENIALE (geniale un cazzo, mortacci loro!!!) di farlo uscire in sole 15 copie. E su cassette riciclate di<em> Speak Up</em> (il mefitico rivistone per chi vuole imparare l&#8217;inglese in edicola).<br />
Sul lato B uno dei milioni di gruppi satellite/progetti del Bubca Boyz, il defunto duo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/petrifiedwoods">Petrified Woods</a></span> che fa il suo porco lavoro con un blues/folk/roots acustico e melodico, a tratti spastico a tratti mistico-religioso (ma piagato da una registrazione un po&#8217; troppo lo-fi, con saturazioni assassine che penalizzano una band altrimenti molto valida).<br />
Ma, torno a ripetermi, la vera perla del nastro sono gli australiani, i Geese. Andate a sentirveli e comprate una delle 15 (&#8230;15, cazzo&#8230; siete dei testoni!) copie di questo nastro. E se vi risponderanno che la cassetta è terminata, facciamo una petizione perché ristampino il tutto su cd-r e non in limited edition psichiatrica. Io firmo. Per la madonna.</p>
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		<title>Canta coi cani</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 20:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ottimo 10" dai Singing Dogs: rock'n'roll selvaggio, punk, blues, garage e un leggero tocco di surf ed exotica, ma proprio leggero leggero. Selvatici e urticanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/07/sd.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8738" title="sd" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/07/sd.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Singing Dogs &#8211; <em>Dejavoodoo Blues</em> (Primitive, 2011)</strong></p>
<p>Sì, meno male che a volte capita. E quando succede si gode e per un paio di settimane ti passa la voglia di chiudere tutto. Già, quando ricevi cosette come questo 10&#8243; dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/singingdogsband" target="_blank">Singing Dogs</a></span> (cortesia della immensa <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/pages/PRIMITIVE-RECORDS/116538068430022" target="_blank">Primitive Records</a></span>) le paturnie e i mugugni si dissolvono. Per un po&#8217; almeno.</p>
<p>Già l&#8217;impatto fisico e visivo non lascia dubbi: un vinilotto da 10&#8243; con copertina b/n, grafica di gran classe che puzza di pennarello e fotocopie, per un duo (chitarra e batteria) che intitola il disco e la title track con quello che pare un omaggio ai canadesi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/therealdejavoodoo" target="_blank">Dejavoodoo</a></span> &#8211; mai troppo ricordato duo seminale che stritolava insieme punk, garage, rockabilly e rock&#8217;n'roll (beccatevi i dischi, se li trovate, fatevi un favore).</p>
<p>Musicalmente, poi, preparatevi a un bel trattamento completo di shampoo-barba-capelli non appena la puntina cala sul microsolco: perché qui si fa sul serio con un rock&#8217;n'roll selvaggio, ora punkizzato, ora bluesato, ora garagiato. I Singing Dogs non abbracciano un genere preciso, ma frullano il meglio di tutti quelli appena elencati (e vogliamo metterci un leggero tocco di surf ed exotica, ma proprio leggero leggero? Mettiamocelo) con un&#8217;attitudine selvatica e urticante, che riporta alla mente i fasti di certe band Crypt dei tempi d&#8217;oro.</p>
<p>C&#8217;è poco da star qui a fare della poesia e a tentare di descrivere quello che per definizione si percepisce con le palle e lo stomaco, non col cervello&#8230; io vi consiglio VIVAMENTE di somministrarvi buone dosi di questa roba. E di regalarvi questo 10&#8243;. Poi ognuno è libero di sbagliare&#8230; fate voi.</p>
<p><center><font face="Verdana" size="1" color="#999999"><br/><a href="http://www.myspace.com/video/vid/15790843" style="font: Verdana">SINGING DOGS &#8220;better of dead&#8221;</a><br/><object width="425px" height="360px" ><param name="allowScriptAccess" value="always"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="wmode" value="transparent"/><param name="movie" value="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=15790843,t=1,mt=video"/><embed src="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=15790843,t=1,mt=video" width="425" height="360" allowFullScreen="true" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" allowScriptAccess="always"></embed></object><br/><a href="http://www.myspace.com/133255547" style="font: Verdana">SINGING DOGS</a> | <a href="http://www.myspace.com/music/videos" style="font: Verdana">Myspace Music Videos</a></font></center></p>
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		<title>La repubblica delle (tre) banane</title>
		<link>http://www.blackmilkmag.com/bm/2011/05/trio-banana-baby-save-my-soul-recensione/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 11:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trio Banana: Bubca records colpisce ancora, con un cd-r di lo-fi noise punk blues decisamente godibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/05/banana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8000" title="banana" src="http://www.blackmilkmag.com/bm/wp-content/uploads/2011/05/banana.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Trio Banana &#8211; <em>Baby Save My Soul</em> (Bubca, 2011)</strong></p>
<p>Hey, vieni anche tu nei <a href="http://www.myspace.com/bubcarecords"><span style="text-decoration: underline;">Bubca</span></a> boys! Come dici? Sono casinisti, caciaroni, ubriachi e squinternati? Beh, ma dovrebbe essere il motivo per unirti a loro, cazzo. Ah, ok, non ti fidi di certa gente perché hai ascoltato una volta una cassetta dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/duodenumb">Duodenum</a></span> e sei dovuto correre a confessarti per l&#8217;orrore. Allora tranquillo. Torna pure coi Rinco boys e salutaci caramente Alberto Castagna. Anche perché qui abbiamo di meglio da fare, tipo spararci il cd dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.myspace.com/triobanana">Trio Banana</a></span>, nuova creatura dell&#8217;etichetta più ricercata dall&#8217;Interpol per violazione dei canoni della decenza più basilari. E buttala via&#8230;</p>
<p>50-copie-50, nel solito Bubca-formato cd-r, ma per la prima volta con copertina a colori, questo <em>Baby Save My Soul</em> è un rigurgito incontenibile di punk, noise, lo-fi e blues (e come avrebbe potuto essere diversamente?). La vera chicca è che rispetto alla media delle ultime uscite Bubca &#8211; avvelenate fino al midollo e schiumanti dalla bocca &#8211; nei Trio Banana si ravvisa la presenza di canzoni. Magari non costruite e cesellate finemente, ma l&#8217;impressione è che ci sia un tipo diverso di approccio, quasi ragionato. Diciamo almeno quanto un macrocefalo schizofrenico in acido possa essere ragionevole e progettuale.<br />
Questo per dire che sotto ai quintali di zozzeria lo-fi e alla registrazione da manicomio criminale c&#8217;è anche una certa consistenza e dei bei brani (davvero). Tanto che &#8211; orrore e bestemmia &#8211; verrebbe da chiedersi cosa ne uscirebbe se i nostri tre talebani registrassero leggemente meno in cessofonia.</p>
<p>&#8220;Il 2012 è dietro l&#8217;angolo&#8230; la fine è vicina e questa è la sua colonna sonora&#8221;. E sticazzi&#8230; forza Bubca.</p>
<p><center><iframe width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/embed/BMfOmLs0_dc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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