Articoli taggati con: Area Pirata
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Dome La Muerte and The Diggers – Diggersonz (Go Down/Area Pirata)
Vecchia conoscenza di Black Milk, Dome La Muerte and The Diggers… e alla fine si dicono sempre le stesse cose: Dome non ha bisogno di presentazioni (il suo passato in Chelsea Hotel CCM e Not Moving parla ampiamente da sé), Dome è un rocker di quelli veri che suona il rock’n’roll senza compromessi, i suoi Diggers trasudano punk/garage/rock da ogni poro…
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The Cleopatras – Things Get Better (Area Pirata. 2010)
In giro da una decade circa, le Cleopatras le ricordavo piuttosto bene dai primi anni Duemila (credo di avere un loro singolo dell’epoca e di averle anche viste dal vivo). Questo secondo lavoro sulla lunga distanza mantiene in parte i presupposti del gruppo così come lo rammentavo: garage surf con piglio sfrontato
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Astrophonix – Mental Interference (Area Pirata, 2010)
Che botta. Un po’ come quando stai giocando svogliatamente con il gatto – sì, ok, mordi il dito, ma non rompere le balle – e all’improvviso la bestiaccia satanica ti salta in faccia mollandoti un doppio ceffone con le zampe davanti e le unghie fuori
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Tony Face Big Roll Band – Old Soul Rebel (Area Pirata, 2009)
Chi è Tony “Face” Baciocchi immagino più o meno lo sappiano tutti (chi avesse bisogno di un ripasso vada a leggere qui, qui e qui: è tutta salute, garantito). Come si diceva tanti anni fa – grazie a qualche cacchio di pubblicità da Carosello – è un nome, un marchio, una garanzia. Di qualità ovviamente.
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The Pretty Face – s/t (Area Pirata, 2009)
Una band rodata, in giro da un bel po’ di anni (12), ma che non ha mai ingranato fuori dal circuito dei cultori. Li rammento in un live, più di cinque anni fa, nell’hinterland milanese – la mia band dell’epoca aprì per loro in un ameno locale ricavato dentro a un ex ospedale psichiatrico, se non ricordo male.
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Made – They don’t Understand (Area Pirata, 2009)
I Made sono sulla piazza da 13 anni circa. E non è poco per una band. Ci vuole costanza, voglia, passione e – diciamolo senza mezzi termini – le palle esagonali. Perché è un attimo che la vita ti arrota e ti pialla, tra sbattimenti di lavoro, straordinari, malattie, impegni di famiglia, gente che si riproduce e non ha più testa, conversioni sulla via di Damasco e tutto il campionario di situazioni/eventi che mandano egregiamente a puttane i gruppi nel lungo periodo.
I Made …
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Dirty Boulevard – Radiodirty (Area Pirata, 2009)
Ancora Area Pirata e ancora una band di Las Pezia (sì scritto così) che spacca decisamente. I Dirty Boulevard fanno un punk ’77 che tenta di conciliare un’anima inglese con una statunitense – newyorkese, se vogliamo essere pignoli. A prevalere sembra essere quella d’oltreoceano, ma è una vittoria davvero risicata.
Immaginate una specie di Dead Boys che hanno ascoltato troppo i Damned, ma hanno anche tutta la discografia dei Social Distortion a casa (vedi “Cry Baby”); ed è proprio quando le radici punk’n’roll della band …
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B-Back – Experiment in Colour (Area Pirata, 2009)
Li conoscevamo già per uno split 7″ coi romani – e purtroppo durati davvero lo spazio di un sospiro – Viv Prince Experience e per un cd del 2004. Giungono ora alla seconda prova sulla lunga distanza (sempre su Area Pirata) che mostra una band coi controcogli**i – scusate il tecnicismo.
Il teritorio dei B-Back è sempre quello garage, come la tradizione toscana impone (e che tradizione!), quindi gli affamati di innovazione e sonorità a tutti i costi spermentali possono astenersi a priori. E …
