Articoli taggati con: 2010
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Lem Motlow – Potevamo farlo più veloce (autoprodotto, 2010)
Capelli lunghi alla Mal dei Primitives e dress code stile Henry Silva in Milano odia: la polizia non può sparare. A forza di vedermelo seduto alla scrivania davanti alla mia, nel grande acquario di menti pensanti – a cosa è ancora da stabilire – di un’importante azienda italiana, mi ero fatto una mezza idea che potesse riservare delle piacevoli sorprese: esiste dunque la vita anche su questo pianeta
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Isobel Campbell & Mark Lanegan – Hawk (V2, 2010)
Ok, è chiaro che qui nei meandri di Black Milk – anche se non se ne parla molto – Mark Lanegan è, per usare un eufemismo, molto stimato. E, nonostante lo scetticismo iniziale per un lavoro in joint venture con la chanteuse Isobel Campbell (lo confesso: Ballad Of The Broken Seas non mi piacque molto e il successore lo snobbai senza pensarci), tutto quadra. E per un’oretta, ascoltando il contenuto del promo gentilmente inviato, il mondo sembra avere un barlume di …
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Roberto Calabrò – Eighties Colours (Coniglio, 2010, 224 pag.)
Con un paio di doppio malto in corpo si disattiva il filtro diplomazia e posso dirlo senza difficoltà: tanto ne avevo letto, tanto è stato esaltato e tanto ne continuo a leggere che questo libro – ancor prima di stringerlo tra le mani – mi stava sulle palle
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The Nappies – Next Stop Styx (Cheapskate, 2010)
Scatto Polaroid. Mia moglie, con una maglietta dei Calexico, sta preparando l’impasto per la farinata bianca. Io in braga mimetica, maglia della SOA, ciabatta casalinga (gli anfibi non li annovero ancora tra le calzature da casa, tranquilli) e Ceres vuota per più di metà sono al computer
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Thee Dements/NoMuzak – split tape (Bubca, 2010)
Se Durkheim fosse un contemporaneo e non un parruccone della sociologia old school, probabilmente si occuperebbe di sublimi forme di suicidio come il produrre cassette (sì, i nastri, esatto) nel 2010. E nel suo iconico testo Il suicidio (appunto) dedicherebbe almeno un paragrafo a questa tipologia di autoterminazione
