Daje con la zozzeria, per dio!
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 04 September 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.
Maybe I’m… – We Must Stop You (Jestrai, 2010)
A dispetto della copertina dal sapore metallico/esoterico, i salernitani Maybe I’m hanno ben altre – ottime – carte da giocare. E sono tutte estratte dal mazzo del rock/folk più malato, bluesato, country, decadente e traditional. La stirpe di Nick Cave, Hugo Race e Rowland S. Howard di sicuro li accoglierebbe senza troppe riserve nel perimetro del proprio ranch crepuscolare, tanto per capirci. Ogni tanto fa capolino anche un po’ di Lanegan solista (“A Secret Lake” è l’esempio principe)… e un tocco di Tom Waits c’è di sicuro.
Nella bio la band sottolinea il concetto di suond “primordiale”, “scarno” e “lo-fi”. In un certo senso è vero, anche se a mancare – in realtà – è una bella dose di zozzeria, rumore, bava e fango. E dire che i pezzi si prestano moltissimo a interpretazioni luride, distorte e paludose… probabilmente è solo un problema di produzione e di scelte non troppo felici in fase di incisione e mastering. Cazzo, questa roba potrebbe essere davvero torbida e d’impatto, ma con queste sonorità asettiche perde il 70% del suo fascino.
Insomma, promettono molto, ma alla fine concretizzano poco – ed è un peccato. In fondo sarebbe bastato spingere un po’ di più, senza timori, sul tasto del lo-fi e del primordiale… sono concetti chiave in questo tipo di musica e non basta citarli nella bio.
Li rimando a settembre (metaforicamente), ma li vorrei tantissimo sentire in versione più selvaggia. Perché hanno le potenzialità per essere una realtà che rifà il culo a buona parte delle band italiane – e non – che ronzano intorno al rock-blues-folk abrasivo.









li ho visti un paio d’anni fa a Trani, suonavano in una serata in cui c’era pure Duke Garwood. mi piacquero. Poi chiacchierammo un po’ dopo il concerto. Su disco non ho mai ascoltato nulla.
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