Imperia rock city
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 24 August 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.
Haji – Boiler (AKR/Tuna, 2009)
“Ron Asheton è morto, Lux Interior è morto e noi non ci sentiamo troppo bene” proclamano gli Haji, from Imperia City, Liguria. E proclamano bene, per quanto mi riguarda, nel senso che dopo una presentazione del genere la disposizione d’animo del sottoscritto è a priori positiva.
Ma le parole non fanno muovere i coni delle casse, quindi veniamo alla musica. Che è – grazie a dio, satana, allah o chi cazzo volete voi – un onesto, sudato, arrapato, fottuto e muscolare hardrockandroll.
Questo power trio, anche se non cambierà la storia del rock e non finirà in nessuna enciclopedia (e un bel “chissenefotte” vogliamo mettercelo, tanto per condire la frase?), è comunque in grado di regalare circa 25 minuti di rock con forti inflessioni punk, hard e lievemente stoner/desert rock, sfoderando un campionario evergreen che può facilmente essere ricondotto a gentaglia come AC/DC, Black Sabbath, Ted Nugent e Alice Cooper – ma anche Sex Pistols, New York Dolls, Rocket From The Tombs e Dead Boys (solo l’ottavo brano, “Feed Time”, regala sensazioni leggermente più vicine all’hardcore punk).
Onestamente ci ho trovato pochi Stooges e zero Cramps – per riprendere la frase con cui la band si presenta – ma non è propriamente un difetto.
Nessun miracolo, quindi, per gli Haji – se non quello del rock’n'roll che continua a respirare nonostante tutto, e si manifesta anche in 10 brani incisi in un cd partorito in quel di Imperia. E se la cosa non vi tocca, direi proprio che il problema è vostro.
Avanti ragazzi. C’è bisogno anche di voi.









[...] Haji: un gran bel brano con più di un’eco Stoogesiana (“Stewie & Shotgun”) e uno decisamente hard Seventies punkizzato con un buon tiro, anche se dal riff un po’ bollito e molto sentito. [...]
Grandi Haji, Tura Satana sarebbe fiera di voi…
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