Levis has left the building
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 17 July 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.
Poisucevamachenille – s/t (Outline, 2010)
Un progetto solista di Ezio Piermattei, ex deus ex machina dei Levis Hostel, vecchia e apprezzata conoscenza di Black Milk. Anzi: oserei definirlo un progetto monocratico, visto che Ezio qui letteralmente se le canta e se le suona in totale autonomia, senza intervento di esterni.
Poisucevamachenille, dunque… iniziamo dalla denominazione che è un termine bizzarro con una storia altrettanto bizzarra che ignoravo del tutto. Mi è venuto in aiuto Poping, un blog in cui leggo: “In un altro suo studio, Stuchlìk analizza il caso di un operaio di circa sessant’anni che disegna strane figure unendo sempre gli stessi sei elementi: un pesce, una ragazza, un succhiotto, una vacca, una macchina e un bruco. Il nome di questo ibrido grafico è un ibrido verbale, una mega parola-valigia resa in francese con poisucevamachenille (poisson, pucelle, sucette, vache, machine, chenille)”.
Detto questo, passiamo alla musica che – ahimè – già dalla cartella stampa mi fa partire coi piedi di piombo, visto che si parla di una composizione unica di 31 minuti a base di avant-garde, vaudeville, concrete, musica sacra e pop psichedelico. Per un cafone come me, schiavo della chitarra stoogesiana e dello schema intro – quattro strofe – ritornello – quattro strofe – ritornello – finale non è esattamente un ambito semplice in cui muoversi…
E infatti lo confesso candidamente: non riesco a entrare in questo disco. Tanto mi erano piaciuti i Levis Hostel, tanto mi risulta indecifrabile e quasi fastidioso il nuovo progetto di Ezio – che mi vorrà scusare per la franchezza, spero…
Troppa sperimentazione, troppe strade che si aprono e non si capisce dove vadano a parare, troppo non-rock per il sottoscritto. Qua e là emerge una scheggia del rock-glam-maudit della vecchia band, ma si tratta di piccoli frammenti conficcati in un caotico paesaggio fatto di rumori ambientali, strumentini bizzarri, melodie dissonanti, tempi randomici, colpi di testa e follie d’avanguardia.









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