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Out of time, out of space: dementi e nomuzak

31 July 2010 No Comment

Post pubblicato da: Andrea Valentini il 31 July 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.

Thee Dements/NoMuzak – split tape (Bubca, 2010)

Se Durkheim fosse un contemporaneo e non un parruccone della sociologia old school, probabilmente si occuperebbe di sublimi forme di suicidio come il produrre cassette (sì, i nastri, esatto) nel 2010. E nel suo iconico testo Il suicidio (appunto) dedicherebbe almeno un paragrafo a questa tipologia di autoterminazione giocosa e consapevole, che ha anche un graditissimo sapore di “vaffanculo”.

Già, perché far uscire una cassetta è sì anacronistico e acommerciale (vabbè, oggi l’alfa privativo mi ha preso bene) al 150%, ma è anche una netta dichiarazione d’intenti che dice: “Ce ne fottiamo”.
Che è un po’ uno dei pilastri della Bubca, se avete presente di chi stiamo parlando.

Due brani, uno per lato, registrati su delle vecchie cassettine da 15 minuti (quelle che si usavano per il Vic20 e il C64, ad esempio, nei non-così-gloriosi anni Ottanta).
“Doggystyle” dei Dements porta il marchio di fabbrica: bluespunk sfondato e scassato, ma con la nuova formazione a tre il gioco si fa più duro e cazzuto di quanto già fosse. Bella prova.
“Bananas” delle NoMuzak (presumo si tratti di una all-girl band, dai nomi dei componenti) sinceramente mi colpisce molto meno… una sorta di lo-fi bubblegum punk per cui non sono mai andato pazzo, registrato però (e meno male) con una rozzezza non comune.

Il consiglio è di procurarvi uno dei 100 esemplari prodotti: la Bubca va imperativamente sostenuta e – comunque – non vi deluderà, se avete palle e anima per comprendere certe faccende.

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