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Romagna garage-punk: non puoi sbagliare

6 May 2010 No Comment

Post pubblicato da: Manuel Graziani il 06 May 2010 - 53 posts su Black Milk Magazine.

cover The Last KillersThe Last Killers – Flesh and Proud (7”, Area Pirata, 2010)

Non mi sono ancora completamente ripreso dall’esordio lungo dei romagnoli The Last Killers, 3 Bombs Over Berlin di un paio d’anni fa, che in un triste giorno di aprile trovo questa chicca vinilica a 45 giri nella cassetta della posta.

Il formicolio sulla spina dorsale inizia a salire appena parte l’Hammond di Brian Auger, ospite nella title track. Immaginate un party sulla spiaggia romagnola negli anni Sessanta, bagnini sbronzi di sangria, fricchettoni che ballano con zoccoli di legno e sventole nordeuropee dalla pelle bianchiccia e grandi tette. Il bollore è talmente alto che ci vuole il lento garagione di scuola Morlocks, “I’m Not”, per far tornare la calma. Gli zoccoli battono a ritmo, le zoccole seguono a ruota sulle note incandescenti di “99th Floor”, immarcescibile classico dei Moving Sidewalks.

Il disco finisce troppo presto. Per allontanare i brutti pensieri che mi ronzano in testa ‘sto periodo lo faccio rigirare sul piatto altre 4-5 volte di fila.

Mi consolo pensando che a breve uscirà il loro nuovo album via Go Down Records.

Maledetti Last Killers, mi tenete proprio per le palle.

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[Postilla di Andrea Valentini]

Visto che l’ho ricevuto anche io, questo bel vinile del diametro di 7″ (buco grosso, signori miei, e a 45 rpm: son dettagli importanti), non posso esimermi dall’infliggervi brevemente il mio punto di vista.
Beh, Mr Graziani ha detto tutto e ci ha anche regalato la frase del mese (“Gli zoccoli battono a ritmo, le zoccole seguono a ruota”: geniale), ma ci tenevo a ribadire che i Last Killers sono una delle numerose e reiterate testimonianze che l’Italia e il garage revival hanno – senza ombra di dubbio – una storia d’amore che è iniziata negli Ottanta e non si è mai interrotta. La visibilità delle band e le mode sono cambiate nel tempo, ma a dispetto di tutto il fuoco è sempre vivo e scoppiettante.
Il lato A del disco, per arrivare alla musica, è il mio preferito: un pezzone garagioso e un po’ beat, con l’Hammond incontenibile di Brian Auger. Nel retro, invece, i Last Killers schiacciano più sull’acceleratore e sfoderano i muscoli, dimostrando che il tiro e la potenza non sono certo doti che difettano a casa loro.
Bella prova, in attesa di un altro disco sulla lunga distanza.

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