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Please meet the Astrophonix

14 April 2010 No Comment

Post pubblicato da: Andrea Valentini il 14 April 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.

astropAstrophonix – Mental Interference (Area Pirata, 2010)

Che botta. Un po’ come quando stai giocando svogliatamente con il gatto – sì, ok, mordi il dito, ma non rompere le balle – e all’improvviso la bestiaccia satanica ti salta in faccia mollandoti un doppio ceffone con le zampe davanti e le unghie fuori. Tu resti lì imbambolato per un paio di secondi, poi senti il male e bestemmi… ma la svogliataggine t’è passata e ti metti anche a ridere di gusto.

Ecco, questo cd degli Astrophonix targato Area Pirata mi ha fatto un effetto molto simile. I primi tre brani mi dicevano poco, tipo rockabilly un po’ punk e un po’ hard rock melodico, ben fatto, ma con poca anima. E invece che errore… e che botta in piena faccia.

E’ vero, ci sono il rockabilly (tanto!), il punk e il rock duro in questo Mental Interference, ma sono miscelati in maniera molto personale, tanto da rendere freschi anche tre generi che – in un modo o nell’altro – sono tradizionalmente prigionieri dei propri stilemi. Meravigliosi stilemi, se dosati a puntino, ma pur sempre facili a cadere nel reame dell’autocitazione e del loop eterno.

Con gli Astrophonix (guidati dal chitarrista-prodigio Simone Di Maggio, che qualcuno avrà sentito anche nei Di Maggio Bros e/o in veste solista) il senso di dejà vu è sopraffatto, appunto, dall’impeto e dall’originalità dei brani. In particolare gli episodi più cupi e scuri (come “No reputation School Guy”, “Nobody” e “Sweet Cruelty”, tanto per citare qualche titolo) funzionano alla grandissima, regalando un feeling che evoca a tratti i Misfits più ispirati (periodo pre-Walk Among Us, piuttosto ben immortalato in Legacy of Brutality)… e solo per questo dovreste procurarvi il disco, senza se e senza ma.

Insomma, il gruppo viaggia – e benissimo – in tutti e 13 gli episodi (cover di “Back in Black” inclusa), anche se suona leggermente troppo standard nei pezzi più tradizionalmente rock’n'roll/rockabilly, dando invece il 110% in quelli con incursioni in altri lidi. Forse anche un filo di “zozzeria” in più nella registrazione avrebbe aiutato, ma son dettagli da rompipalle. Gli Astrophonix spaccano senza ombra di dubbio e voi vi farete un favore regalandovi il cd.

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