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Ted Leo sta coi farmacisti

18 March 2010 No Comment

Post pubblicato da: Mario Selaschetti il 18 March 2010 - 33 posts su Black Milk Magazine.

tlTed Leo and the Pharmacists – The Brutalist Bricks (Matador, 2010)

E Bravo il nostro Ted Leo dal New Jersey. Dopo anni in giro per il mondo musicale, metti insieme un po’ di amici dietro al bancone e ci proponi queste 13 simpatiche pilloline di pop emo, con principi attivi al power punk, senza bisogno di presentare la ricetta.

The Brutalist Bricks è un album piacevole e divertente che si ascolta senza problemi già dai primi due brani “The Mighty Sparrow” e “Mourning In America” che con il loro ritmo incalzante ti portano dritto dritto dentro a questa farmacia piena di rimedi antistress.

Ci sono pezzi che possono ricordare gruppi come i Presidents of United States o gli OverWhelming Colorfast (per chi mai se li ricorda, ovviamente), ma ci sono anche frazioni in cui la chitarra morde e la voce diventa più “cattiva”, come una sorta di Fugazi sorridenti (“The Stick”), se mi passate l’ardita metafora.
Soridenti perché non si passa mai sul lato selvaggio e oscuro della musica: non troverete nessuna traccia di malattia in questo album, solo voglia di zampettare allegri e, in alcuni casi, tentare un timido accenno di pogo contro il frigorifero, grazie alla sezione ritmica che fa sempre il suo porco mestiere (lo scrivo sputando per terra e passandomi una generosa manata sul pacco).

Tra i pezzi più convincenti “Woke up near Chelsea” con il suo testo che non lascia dubbi circa gli orientamenti spirituali di Ted “Well we’ve all got a job to do, and we all hate God/ But we’ve all got a job to do/ We’re gonna do it together” e “Where was my brain”.

Chi ha avuto modo di ascoltare le altre cinque fatiche di questo gruppo sostiene che questo sia il primo lavoro in cui si riconosce una certa coerenza tra i brani, e la creatività  non è  stata lasciata troppo libera di spaziare tra diversi generi.
A essere onesto io non ho ascoltato tutti i precedenti album di Ted Leo, ma non stento a crederlo, dato che in alcuni casi sembra quasi che la tentazione di uscire dai confini di un genere o di uno stile sia stata molto forte – come dimostra la “citazione” dei Minutemen in “Bartolomeo and the Buzzing of Bees” o la ballad “Tubercoloids Arrive in Hop” dagli echi zeppeliniani (anzi a essere pignoli, dei Motorpsycho nelle loro ballad in stile Led Zep).

In estrema sintesi un bell’album da utilizzare ai primi sintomi di giramento di balle da vita quotidiana.

Leggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso.

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