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Not Moving mega pack

7 March 2010 12 Comments

Post pubblicato da: Andrea Valentini il 07 March 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.

notmovingNot Moving – s\t (Spittle, 2009)

Attenzione: questa sarà poco più di una segnalazione e non una vera recensione, vista la mia totale parzialità e partigianeria quando si parla di Not Moving, che da sempre considero uno dei gruppi migliori (forse il migliore) che lo stivale abbia mai partorito in ambito punk, garage e rock.

Detto questo, sappiate che l’oggettino in questione è un cd che raccoglie un ricco pacchetto sonico, ovvero l’EP Black’n'Wild, l’LP Sinnermen e alcune bonus track in forma di outtake dalle session del 33 giri: due lavori strettamente legati (a rafforzare il concetto, l’EP si chiude con un accenno al brano d’apertura dell’album – il pezzo che si chiama appunto “Sinnermen”, come il 33 giri).

La sequenza è molto semplice: prima i cinque brani del mini, poi i 15 dell’album e infine quattro outtake dalle session di quest’ultimo – le “famose” session al Gulliver Studio.
Black’n'Wild
viene riproposto sostanzialmente nella sua forma originaria, mentre il discorso si fa interessante per Sinnermen, visto che la versione di questo cd non è assolutamente quella immortalata dal vinile originale – che all’epoca venne arbitrariamente remixata dalla Spittle, senza avvertire, né consultare la band.
Queste nuove 15 tracce sono così come i Not Moving le avevano mixate e volevano che suonassero.
La differenza c’è sicuramente, anche se dopo tanto tempo la sindrome di Stoccolma musicale colpisce e con gli anni di ascolto Sinnermen ormai è identificato con quell’altra roba uscita su vinile – che per quanto più scura e pastrocchiata a livello di sonorità, è rimasta nella memoria.
Di sicuro un orecchio vergine o quasi potrà, invece, partire da una base meno “compromessa” e godersi ancora di più il tutto.

In poche parole: suonano davvero fighissimi, così, ma non sono i pezzi di Sinnermen che da 24 anni conosco… e il mio istinto pavloviano prevale, alla fine della fiera.

In coda a tutto le quattro prelibatezze inedite, ossia altrettanti brani incisi al Gulliver Studio, ma esclusi dalla scaletta dell’album (nelle note interne del cd si parla di otto pezzi accantonati). Non sono brani memorabli e pazzeschi, ma sono Not Moving al 100%: anche se nell’economia di Sinnermen probabilmente non avrebbero influito di una virgola, è una bella soddisfazione scoprirli e poterli ascoltare.

Insomma, questo cd sarebbe proprio da comprare. Però poi cercatevi i dischi, se volete godere…

12 Comments »

  • tony said:

    Di per sè l’album non era granchè
    Volevamo fare il nostro “London calling” mettendoci dentro le nostre influenze (punk, blues, psichedelia, beat etc) ma alla fine non eravamo abbastanza maturi per farlo.
    Il mixaggio pastrognato (voce del verbo pastrognare) in realtà non ha inciso più di tanto con il senno di poi, forse avrebbe avuto un altro impatto ai tempi in termini di credibilità, perchè era un attimino al di sopra della media “indie” dei tempi.

    Secondo me ci siamo riusciti involontariamente poi con “Flash on you” del 1988 dove davvero ci sono le anime di ognuno di noi.
    Quello è un bell’album e con qualche ritocco qua e là e una spinta migliore poteva farci fare della strada
    ma poi ci siamo “sciolti” (nel senso che in tre siamo andati da una parte e due hanno proseguito con il nome Not Moving)

  • corrado said:

    In ogni caso i Not Moving rimangono un grandissimo gruppo, giù il cappello!!! Ma i vinili si trovano? Tony mi dici qual’era la formazione dei Time Pills? Li vidi una sera dal vivo in una discoteca di Piacenza, anzi una balera sarebbe giusto dire, e uno di loro sacrificò una chitarra a fine concerto. Non male quella sera!!!!

  • tony said:

    Niente più vinili se non a prezzi indecenti nel giro dei collezionisti.

    Nei Timepills c’ero io, Betty Blue (che fu l’ultimo bassista dei Not Moving ed attualmente suona con noi in Lilith and the Sinnersaints) alla chitarra e voce e Renzo Bassi al basso (poi con i Link Quartet fino ad oggi)
    Ci fu per un po’ anche Lilith (con cui registrammo un demotape pop beat punk) ma non facemmo mai concerti

  • corrado said:

    Grande formazione insomma!!!

  • tony said:

    Si, tra l’altro suonavamo da dio, trio hendrixiano, sparato e nervoso con venature punk e (ovviamente…) beat.
    C’è una foto della prima formazione qui http://www.lilithandthesinnersaints.com/gallery/old/90s/index.asp?page=3

  • corrado said:

    Infatti ho un bel ricordo di quella sera!!!
    Ma avevate inciso qualcosa?

  • tony said:

    Un 45 giri con due brani . La prima pubblicazione della Face Records

  • corrado said:

    Naturalmente a prezzi improponibili!!! oppure c’è qualche speranza di recuperarlo.

  • tony said:

    credo di si, dovrei forse averne qualche copia ancora (ma non sono sicuro)

  • corrado said:

    fammi sapere!!!

  • I colori degli anni Ottanta brillano ancora | Black Milk Magazine said:

    [...] scomoda in caso di consultazione rapida (per dire: se volete leggere qualcosa sul secondo album dei Not Moving, dovete ricordarvi l’anno in cui è uscito, andare al capitolo relativo e cercare nel testo [...]

  • Come non ristampare i Boohoos | Black Milk Magazine said:

    [...] o tripudio… perché, per chi non lo sapesse, i Boohoos sono stati – alla stregua dei Not Moving – una delle realtà più pazzesche del rock underground italiano degli anni [...]

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