Nettezza hardcore
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 16 March 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.
Nettezza Umana – Fin qui tutto bene (Indiebox, 2010)
Duri, veloci, potenti, incazzosi, orgogliosi, muscolari. I Nettezza Umana sono la fiera dell’hardcore di stampo USA – quello della deriva anni Novanta, più prodotto, leggermente metalloide nel riffing (ma senza assoli, sia chiaro) e nell’uso della batteria.
Old school? A modo loro di sicuro, ma la matrice è sicuramente meno anni Ottanta e moltissimo Novanta.
Suonano compatti e rabbiosi, non hanno paura di nessuno. E in un certo senso li capisco: sono consci del potenziale distruttivo che sprigionano. Il punto è che tutto è così impeccabile, in questo cd, da avere un vago sapore artefatto.
Un po’ come un big boss di uno sparatutto che appena lo incontri sembra invincibile, perfetto nella sua malefica violenza, tanto da farti pensare: “Ok, questo mi fa un mazzo che mi farà passare la voglia di installare giochi nel pc invece di lavorare”… ma poi dopo poco scopri il trucco e con due mosse giuste lo stendi e passi di livello.
Il problema dei Nettezza Umana è proprio questo: dopo due brani suona tutto incredibilmente omogeneo, il trick diventa palese e subentra la noia. L’effetto mattone sonoro, purtroppo, è una delle armi più difficili da maneggiare e il rischio è proprio questo: confezionare un ottimo blocco di porfido che sì, colpisce duro e magari stende per qualche minuto, ma poi uno si rialza e passa oltre.
Bravissimi in quello che fanno, ma un po’ più di varietà non guasterebbe. Anzi: li renderebbe davvero devastanti.









Leave your response!