Omini verdi sul pianeta Terra
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 26 March 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.
L’invasione degli omini verdi – Nel nome di chi? (IndieBox, 2010)
Sono in giro da qualche anno e ho il netto ricordo di averli già recensiti tempo fa, questi L’invasione degli omini verdi (complimenti per il coraggio: un nome davvero sopra le righe…). A parte questo, si sente senza alcun dubbio che la band ha esperienza e ore di volo alle spalle, visto che il suo hardcore melodico e punkeggiante è preciso, compatto e impeccabile.
Diciamo che – a parte il cantato in italiano – questo disco ha lo stesso impatto che poteva avere un Punk in Drublic nel 1994: tanta melodia, tempi sostenuti, arrangiamenti orchestrati, ottima produzione e un animo molto punk. Rispetto a quei NOFX metà anni Novanta, però, nei nostri Omini verdi c’è qualche venatura più emo alla Farside (ma proprio venatura, stiamo parlando di tocchi e piccolissimi stacchi), ma il concetto è questo, senza se e senza ma.
Un disco – in pratica – che potrei sbilanciarmi a definire perfetto, per il suo genere e il suo target.
Al netto di tutto questo, non posso fare a meno di pensare che questo tipo di hardcore melodico ha davvero detto tutto nell’ultimo decennio del secolo scorso e ormai suona come un eterno loop. Persino il garage punk, nella sua miasmatica ghettizzazione, a volte riesce ancora a elevarsi un pochino dal calderone dell’autocitazione… questo – almeno a mio personalissimo parere – non accade per l’hardcore melodico, ad esempio.
Ad ogni modo, se già non avete fatto il pieno con la prima ondata di hc melodico, L’invasione degli omini verdi vi regalerà grosse emozioni, divertimento ed energia. Garantito.









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