Pacco soffice, con sorpresa
Post pubblicato da: Mario Selaschetti il 23 February 2010 - 33 posts su Black Milk Magazine.
The Soft Pack – The Soft Pack (Kemado)
Nella vita ci sono un sacco di cose belle e piacevoli che però non riescono lo stesso a diventare memorabili. E’ la triste storia dei Soft Pack e del loro omonimo album.
Sembrano la versione in musica di quella ragazza che non puoi dire che è brutta, ma che non ti viene mai in mente quando devi fare la lista delle cose e delle persone da portare con te su un’isola deserta.
Eppur è un album che si muove perché contiene diverse interpretazioni oneste del punk come ad esempio gli Husker Du (soprattutto nel pezzo iniziale “C’Mon”) o il Jay Reatard dell’ultimo periodo (da quando è morto lo vedo e lo sento ovunque, forse il problema sono io).
Ci sono poi brani tra Social Distortion e Dandy Warhols come “Answer to Yourself” e profumi di Clash in “Move Along”.
Infine, il repertorio si completa con qualche eco surf: i ragazzi si ricordano di essere californiani, dopotutto. Questa provenienza è ancor più evidente in “Mexico”, un pezzo da weekend di baldoria oltre confine (a sud) e con il pick-up carico di birra nel ghiaccio – da usare solo dopo la frontiera, però.
Tutto è suonato bene e senza sbavature, minimalista senz’altro e tutto quel poco che c’è è davvero ben curato: siamo anni luce dal lo-fi e dal vivo sono bravi, come potrete notare da questo video che li mostra in azione per il lancio dell’album: 10 concerti in un giorno… complimenti.
The Soft Pack 10 Shows from Kemado Records on Vimeo.
Chiudo con una nota di colore: sino a poco tempo fa si chiamavano Muslims e hanno dovuto cambiare nome sia per schivare le bordate dei razzisti e sia per non cadere sotto i colpi del fuoco amico degli anti razzisti adoratori della political correctness.
Dategli un’occasione, non vi dispiaceranno, anche se probabilmente non li inviterete mai al ballo di fine anno.









A me ricordano un incrocio tra Modern Lovers e Feelies ed è uno degli album che ascolto in continuazione in questo periodo. Freschissimi.
Ps: finito Brian Jones. Excellent !
Il dottor Selaschetti ha scovato un bel dischetto da recensire sì…
Onoratisssimo che ti sia piaciuto il libro
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