Cervellofobia hardcore
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 11 February 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.
Alfatec – Brainphobia (Matzugoru, 2009)
Capita ormai di rado di trovare un 7″ che attende nella cassetta della posta e quando ne vedo uno rimango sempre stupito, me lo rigiro tra le mani, lo annuso, lo esamino accuratamente e studio la copertina.
E’ successo anche con questi fiorentini Alfatec, di cui confesso di non aver mai sentito parlare prima, anche se hanno già un bel curriculum: pestano strumenti e palchi dal 2004 (sei anni, per dio…). E un po’ mi dispiace di non averli mai sentiti prima, perché nonostante ormai l’età mi abbia reso uno stronzone snob – che ascolta solo l’hc vecchiovecchiovecchio di quando lui era piccolo – i meriti della band sono palesi.
Gli Alfatec (nonostante il nome tipico da ditta brianzola che tratta in pulitrici industriali o componenti per congelatori) fanno un bell’hc punk deciso, duro, cattivo e tagliente. Sono piuttosto europei come sonorità, anche se non fuggono qualche reminescenza made in USA primi anni Ottanta… e buttale via, dico io.
Nulla di stupefacente, per carità, ma è anche vero che l’hc ha già dato il suo meglio – per quanto mi concerne – da molti anni, quindi è già un’ottima cosa scovare band che lo fanno con passione e credibilità, senza inventarsi vaccate improbabili e giocare troppo alle contaminazioni nell’illusione di innovare (???), essere originali o farsi ricordare… roba che fa venire il mal di pancia. L’hc ha dei paletti, che piaccia o no. E se non si è disposti a restare in quel territorio, è meglio fare altro…
Quindi se rabbia, velocità e qualche venatura punk-rock’n'roll (ma giusto qualche tocco) sono il vostro pane, non esitate a procurarvi il 7″ in oggetto – peraltro prodotto da un cartello di label di diverse nazionalità. Soddisfazione garantita.









[...] i toscani Alfatec, di cui già abbiamo parlato su Black Milk in occasione dell’uscita del loro 7″; questo nuovo capitolo della loro storia conferma quanto di positivo notato in passato: questa è [...]
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