Ron Asheton’s New Order: Odissea pt. 2
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 10 January 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.
Riassunto della puntata precedente: i New Order registrano un demo ai Paramount Studios e immediatamente dopo cacciano il cantante Jeff Spry – troppo inaffidabile e ormai ospite delle patrie galere. I soldi scarseggiano più che mai e la band è nuovamente senza un frontman. Riusciranno i nostri (anti)eroi a portare a casa le penne?
Ricomincia la via crucis delle audizioni: vengono piazzati volantini e annunci in tutti i negozi di dischi di L.A., viene sparsa la voce tra amici e conoscenti. Il problema è che si presenta ancora un plotone di scoppiati, di freak e di fuori di testa che vogliono fare i cantanti, ma non hanno la più pallida idea di cosa sia una band come i New Order.
Ron Asheton: “Ci arrivarono un centinaio di richieste, così prenotammo per una settimana una sala prove. I tizi venivano lì, noi suonavamo un paio di pezzi e loro ci cantavano sopra, così vedevamo cosa sapevano fare. Direi che non ci facemmo mancare nulla: si presentò ogni fulminato sulla faccia della Terra, arrivarono tutti i peggiori disadattati e anche molti tipi strani, ma a posto, che semplicemente non c’entravano nulla con noi”.
Questo approccio non porta a nulla, così la band decide di sospendere le audizioni. I New Order sono quasi sul punto di gettare la spugna.
Il caso vuole che un personaggio della scena rock di Detroit, un certo Dave Gilbert, sia da poco arrivato a Los Angeles. Sua madre è morta di recente e lui, distrutto dal dolore, ha reagito come solo un ribelle della sua pasta poteva fare: ha preso un aereo, è scappato dalla sua città natale e si è buttato nella vita rock’n'roll di L.A. – bevendo come un pesce, sniffando coca come fosse aria e ficcandosi in ogni genere di guaio che gli capitasse a tiro.
Un amico, per caso, lo raccomanda telefonicamente a Ron, che ricorda vagamente Gilbert come un ragazzo difficile, sempre in mezzo ai casini. Ma un tentativo lo si può fare, soprattutto perché si tratta di uno del Michigan.
E’ così che i New Order incontrano Dave. Dennis Thompson lo ricorda così: “David stava facendo quello che facevo io. Era uno zingaro della musica, in cerca di una casa e di una seconda occasione, una nuova vita. Era davvero bellissimo, con una testa piena di riccioli neri e un sorriso che faceva squagliare i cuori delle ragazze al primo sguardo”.
Il ragazzo piace agli altri tre e viene subito integrato nel gruppo, oltre che nella casa in cui tutti vivono assieme. Una cosa curiosa, visto che il predecessore è stato cacciato per il suo comportamento problematico… e David non è certo uno stinco di santo: anzi. Come Thompson ricorda: “Una volta lo trovammo così stravolto che si era addormentato sul pavimento della sala prove, così abbiamo preso un timpano e glielo abbiamo piazzato sulla testa. Poi tutti e tre ci siamo messi a picchiarci sopra: c’erano sei bacchette che pestavano fortissimo sulla pelle e lui non ha fatto una piega, non si è svegliato. Lo giuro… non è fenomenale? Comunque cose di questo genere accadevano almeno una volta alla settimana, con lui”.
E poi ancora: “Dave usciva, si distruggeva e poi tornava tardi, alle tre del mattino, con me e Jimmy Recca che lo aspettavamo alzati. Rientrava così fatto che si addormentava in mezzo al salone. Una volta spostammo tutti i mobili della casa e li impilammo intorno a lui, intrappolandolo poi sotto al divano. Svegliammo anche Ron per prendere tutti i suoi mobili e metterli nel mucchio. Lasciammo a Dave solo una mano che sporgeva e ci versammo dell’acqua calda sopra. Lui si svegliò, doveva andare a pisciare, ma iniziò a gridare: ‘Che cazzo è!?’. Aveva due metri di roba sopra e intorno a sé, che lo bloccava”.
La band, a parte i siparietti di Gilbert, comincia nuovamente a provare con impegno per raffinare il repertorio e affiatarsi con il nuovo cantante.Vengono registrati diversi demo in sala prove, alcuni dei quali finiscono nel LP Victim of Circumstance (Revenge, 1989)
I soldi, però, sono sempre scarsissimi ed è difficile trovare concerti decentemente retribuiti per tirare su qualche dollaro extra. Ancora una volta sbarcare il lunario e mettere qualcosa sotto ai denti è un vero problema.
Dennis Thompson: “Alle prove spesso ci fermavamo e ci sedevamo per parlare di cibo. Ron diceva: ‘Mi farei subito una costoletta con patate al forno e cheddar fuso’. Jimmy allora si lamentava: ‘Voglio del cazzo di tempura di gamberi!’. E io alla fine dicevo: ‘Quanto mi piacerebbe una pannocchia arrostita impregnata di burro, un filet mignon, una bottiglia di Jack Daniel’s e un paio di ragazze nude’”.
Anche l’appartamento dove i ragazzi vivono tutti assieme non versa nelle migliori condizioni possibili. Chris Marlow, storica penna e ideatore della fanzine Backdoor Man, ne parla così: “Quando ci andai per la prima volta mi colpì subito che sulla porta dell’ascensore qualcuno aveva inciso, con un coltello, le parole ’13th Floor’ vicino al cartello con scritto ‘Elevator’”. E pensai: ‘Questo posto è davvero l’opposto di quello dove vivo io!’. Ron, poi, da sempre è pazzo per i gatti, quindi ne avevano alcuni in casa e dovevano nutrirli. Mettevano il cibo per gatti in un piatto che galleggiava su dell’acqua versata in una teglia: in questo modo gli scarafaggi e le blatte non ci arrivavano prima dei gatti”.
E’ così che, stanco della situazione, Ron Asheton ha un’idea: tornare per qualche tempo tutti in Michigan e suonare un po’ di concerti. In fondo laggiù la fama degli Stooges e degli MC5 è ancora ben radicata e ci sono più possibilità di essere ingaggiati.
La reazione dei promoter locali non è esattamente quella che la band si aspettava, almeno all’inizio. Dennis Thompson: “Subito andammo al Second Chance Ballroom, ad Ann Arbor. Il gestore non voleva farci suonare, voleva mandarci via: si preoccupava del fatto che non si presentasse nessuno. Poi lo convincemmo, ma passammo un’intera giornata a tappezzare la città di volantini e manifesti, come ai vecchi tempi: ‘I New Order tornano in Michigan, serata unica’ e cose del genere. Beh, facemmo il pienone al locale e c’era una coda che faceva il giro dell’isolato, per entrare. Bravi! Suonammo qualche altro concerto, in Michigan, e poi ce ne tornammo a Los Angeles’.
I New Order sono partiti dalla California in quattro, ma ci ritornano in cinque. In Michigan, infatti, hanno reclutato al volo un nuovo elemento, il secondo chitarrista Ray Gunn. Una scelta che – a distanza di anni – nemmeno i diretti interessati sembrano in grado di motivare in maniera convincente. Con molta probabilità si tratta di un tentativo di acquisire un sound allo stesso tempo più corposo, ma che dia anche modo alle chitarre di costruire linee melodiche differenziate. Ron Asheton: “Dennis Thompson disse che conosceva un altro chitarrista e pensammo: ‘Ma sì, proviamo’”.
Gunn è un chitarrista decisamente più bizzarro nell’approccio al rock, rispetto ad Asheton. Gli piacciono i King Crimson, i Pink Floyd, David Bowie e tutte le band un po’ particolari e strane. Dennis Thompson lo definisce “un chitarrista solista eccentrico, ma con tonnellate di energia ed entusiasmo”.
L’arrivo di Gunn sembra comunque dare un nuovo impulso ai New Order, che racimolano un po’ di quattrini da investire in uno studio. Dalle session nascono una manciata di canzoni che – negli intenti della band – devono costituire il lato A del loro album di debutto; il secondo lato lo avrebbero inciso non appena firmato un contratto discografico.
E’ in questo quadro di rinnovato entusiasmo ed energia che si fa vivo il leggendario Kim Fowley, il produttore veterano di mille tendenze e truffe del rock’n'roll. Fowley ha fiutato l’opportunità di raggranellare qualche dollaro con la band e irretisce i New Order con una proposta per lui facile e non impegnativa, per loro salvifica: è quasi certo al 100% di poter procurare un contratto per un album – uno solo – con la Mercury.
Ron Asheton: “Kim aveva organizzato uno showcase per noi allo Starwood. Aveva chiamato un po’ di tizi della Mercury, discografici, pr e agenti. Erano tutti lì nel locale. Noi eravamo esaltati, tipo: ‘Sì, è la volta buona!… c’erano i Van Halen che aprivano per noi: erano di casa allo Starwood, ma erano sconosciuti all’epoca’”. Ovviamente, però, le cose non possono filare senza intoppi – altrimenti non staremmo parlando dei New Order. E infatti Gilbert pensa bene di combinarne una delle sue.
Ron Asheton: “Ero nel backstage, prima del concerto, vicino a Jimmy recca. Entra Dave e Jimmy mi dice subito: ‘Hey, sento puzza di polvere d’angelo’. La polvere d’angelo e il PCP sono la merda peggiore che esista al mondo. E Dave dice: ‘No, ragazzi, sono a posto, sto bene’. [...] Saliamo sul palco, stiamo iniziando il primo pezzo e… sorpresa: lui è già bello e che partito a metà dell’intro. Era completamente fuori di testa fin dalla prima nota e non potevamo farci nulla. Non ricordo nemmeno che pezzo stessimo suonando, credo fosse uno dei nostri, non una cover. Lui cantava tutto stonato e man mano che andavamo avanti peggiorava sempre più”.
Praticamente Dave Gilbert viene cacciato dal palco, quella sera. Il resto della band continua il concerto, facendo un po’ di cover e scambiandosi il ruolo di cantante, ma i discografici presenti sono sconcertati e non gradiscono ciò che vedono: non è pensabile investire soldi in un gruppo di tossici inaffidabili, che non riescono neppure a iniziare un concerto decentemente.
La serata è andata malissimo, la grande occasione è sfumata. Lo schema si ripete e i New Order sono nuovamente di fronte a una crisi da affrontare.
Nel prossimo capitolo la fine della storia. Potete ascoltare la musica dei New Order scaricandola QUI… e ancora: sapete che accontentarvi di una ventina di mp3 nell’iPod è comodo, ma non molto rock’n'roll – ammesso che a qualcuno interessi esserlo. Quindi cercate i vinili (o i cd) – anche se è merce rara.









[...] prossimo capitolo vedremo come è continuata la storia. Nel frattempo potete ascoltare la musica dei New Order [...]
ho bisogno di sapere..
è una specie di tossico Beautiful del rock’n'roll.. ho bisogno di sapere..
attendo con impazienza la terza parte!
terza parte, terza parte!
…eh, cari miei, che tristezza. Se qualcuno mi pagasse per farlo, ne scriverei due al giorno di cose del genere. E’ che invece c’è tutto il resto da seguire. Portate pazienza, magari nel weekend ce la faccio.
qui c’è un popolo che brama la terza parte!
scusate, è un brutto momento… arrivoooooo
[...] scorsa puntata è terminata con un cliffhanger piuttosto potente: i New Order hanno l’opportunità di [...]
I gentili signori sono serviti.
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