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L’oscura signora di Centenaro

6 January 2010 No Comment

Post pubblicato da: Andrea Valentini il 06 January 2010 - 537 posts su Black Milk Magazine.

lilithLilith and the Sinnersaints – L’angelu nassuu dall’etra pert (Virtualpha South, 2009)

Lilith, la chanteuse ombrosa e teatrale che ha prestato l’ugola agli immortali Not Moving. Lilith, la dark lady che ha sfornato lavori solisti intrisi di anima e brividi. E ora Lilith, mente, voce e vessillo del cangiante progetto Sinnersaints (del loro primo cd già ci si occupò a tempo debito).

Questo ep dal titolo quasi impronunciabile per i non originari di Centenaro (Piacenza, alta Val Nure, per i più pignoli) è un lavoro interlocutorio, che colma il vuoto tra il cd precedente di Lilith e il prossimo – ancora in cantiere, ma in arrivo. Interlocutorio nel senso che prosegue un discorso e non lo lascia cadere; anzi, lo arricchisce di una sfaccettatura prima solo tratteggiata, ossia il recupero delle radici ancestrali.

In questi sei brani (tutti tratti da lavori di Lilith già usciti), infatti, il protagonista vero è il dialetto-lingua di Centenaro, che si fa strumento di una comunicazione non immediata, ma sicuramente più profonda, andando a solleticare aree dell’inconscio legate alla memoria non consapevole.

Lo sfondo sonoro è un impasto epico, denso di suggestioni, con dominanti folk e blues – con qualche tocco rock. Il risultato è un dischetto peculiare, piuttosto lontano dalle cose di rock festaiolo etnico-dialettale che tanto andavano di moda nella prima metà dei Novanta – e per fortuna, a mio onestissimo parere, visto che mi facevano due palle come una mongolfiera già allora, queste faccende.

Un ep non facile, quindi, a essere approcciato, che richiede umore e disposizione giusti. Lo vedo bene come disco preserale, possibilmente da ascoltare in ambiente caldo e accogliente, dotato di divano sfondato e confortevole (il camino è optional, ma ovviamente… se c’è è ancora meglio, alla facciazza dello stereotipo) e soprattutto con una buona bottiglia di vino, di quello rosso e potente. Così da sorseggiare bicchiere e canzoni, con la debita calma e relax.

Non importa se si capiscono due parole su cinque: il viaggio è assicurato.

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