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Jasmine and the Jack Stafford Foundation: sarti subito!

3 December 2009 No Comment

Post pubblicato da: Mario Selaschetti il 03 December 2009 - 23 posts su Black Milk Magazine.

coverJasmine and the Jack Stafford Foundation – Tall Folks From Little Big Town (2009)

Questo Jack Stafford qui è una strana persona. Strana ed eclettica. Anzi, a essere precisi è una persona strana proprio perché eclettica. Intendiamoci: non voglio dire che essere eclettici significhi essere allo stesso tempo strani… io, ad esempio, so giocare alla Wii, scrivo recensioni e lavoro in banca e non per questo sono un tipo bizzarro.

Ma Jack Stafford oltre a essere un cantastorie inglese (e ad aver soggiornato in qualche gruppo della perfida Albione), si trasferisce in Olanda e si mette a fare anche un’altra cosa che nella mia testa fatica a infilarsi nella cartella “tutto normale, embè?”: apre un negozio di abbigliamento dove vende i capi che si diverte a disegnare di persona (“vestiti moderni per l’uomo moderno”: li mortè!).

Quindi se desiderate rinnovare il guardaroba visitate pure il suo sito: www.jackstaffordcollection.com.

Nel frattempo però, tra un giaccone in gabardine e un pantalone di pelle, Jack si è messo a produrre il suo ultimo album Tall Folks From Little Big Town accompagnato in parecchi pezzi dalla voce di Jasmine – che, appunto, compone questo sodalizio chiamato Jasmine and the Jack Stafford Foundation.

E’ una bella opera all’amatriciana, schietta e dall’approccio realmente low-fi. Udite, udite: è stata registrata in presa diretta con un iPod dotato di microfono.

In alcuni momenti questa cosa sconfina con una lieve sensazione di dilettantismo stile Karaoke, ma in generale l’effetto è buono e negli episodi migliori può addirittura ricordare un Woody Guthrie dai testi moderni. O una colonna sonora di un film di Jarmush.

Tra i pezzi che ho preferito ci sono “Ode to the lonely stoner” e “Vanessa e Sebastian” – in cui forse anche nel titolo il riferimento musicale ai Belle & Sebastian di The Boy With The Arab Strap sembra davvero evidente.

Per chi capisce l’inglese i testi sono divertenti e dipingono una serie di personaggi che il nostro Jack dice di aver incontrato nel suo atelier di Amsterdam o negli immediati dintorni, ma ho captato anche cose buffe su Mac Donald, KFC, IKEA e Woody Allen.

Questo lavoro è bello: frutto di un folk di tipo lieve, lontano anni luce da quello più sanguigno di Billy Bragg e Body Bag Redemption (e con questo mio caro Andrea fanno almeno 50 Euri) [ammazza che marchetta totale dottor Selaschetti - n.d.Andrea].

Dimenticavo, vengono in Italia a gennaio. Quasi quasi ci faccio un salto…

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