Monolithics: creature nere e spazio profondo
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 24 November 2009 - 537 posts su Black Milk Magazine.
The Monolithics – Black Creatures From Outer Space (autoprodotto)
Deve essere un momento sì, almeno per quanto mi concerne: ultimamente, infatti, i dischi italiani che mi arrivano mi stanno dando una certa soddisfazione e mediamente mi piacciono anche (alcuni proprio molto). Certo, sarà un caso, ma va benone così – e buon per me, che magari (anche solo per un breve momento) abbandonerò la convinzione catafratta che dall’Italia ormai non esce più nulla di decente più o meno da una ventina d’anni.
Una delle band che ho potuto ascoltare in questo periodo è appunto quella dei Monolithics, from Milano & Hinterland; un’altra sorpresa positiva, al gusto di garage rock in tutte le sue più golose varietà. Nel dischetto dei Monolithics infatti si trovano otto brani in cui si frulla, sminuzza e miscela il Sixties garage ortodosso (con tanto di organo a corredo), il frat rock più “stomposo”, un goccio di ottimo proto hard rock (in certi assoli), accenni lisergici doorsiani, il punk’n'roll di scuola newyorkese, il garage revival degli Ottanta, un po’ di paisley e un pizzico di sano punk ’77.
Tutto questo amalgamato con una salsa – per restare nella mia solita metafora alimentare – a base di suoni e produzione tutt’altro che lo-fi vintage, ma molto cristallina e anni Novanta oserei dire (anche se non saprei spiegare compiutamente questa sensazione, al momento… fàmo che se capìmo).
Particolarmente godurioso l’uno-due di apertura, ovvero “Brother And Sister” e la seguente “Take The Time You Need”, ma i brani si fanno ascoltare tutti con grande facilità.
In sintesi: molto buono, ben registrato, ben suonato e piacevolissimo da ascoltare (forse anche per una vena un po’ scura che a tratti attraversa i brani… che male non fa).









Reverendo, prima con i doggs ora con i monolitichs, ci doni una squarcio elettrico nel plumbeo cielo meneghino, menegone!
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