They wanna be your Doggs
Post pubblicato da: Andrea Valentini il 19 July 2009 - 537 posts su Black Milk Magazine.
The Doggs – s/t (autoprodotto, 2009)
I milanesi Doggs devono amare visceralmente gli Stooges. In particolare quelli dell’era – gloriosa e insuperabile – di Funhouse. Si sente: eccome se si sente.
Bastano davvero una cinquantina di secondi di ascolto del primo brano (ce ne sono quattro nel cd) per intuirlo.
Quindi indovinate un po’ cosa suonano? Certo: protopunk (e non punk: ci si rifà a un’epoca e un’idea di musica precedente al punk così come è stato codificato dopo il 1977) detroitiano con tanto di incursioni di sax, ad aggiungere tocchi di jazz anarchico e rumoroso.
Funhouse docet, dunque; e proprio da Funhouse i Doggs ereditano il loro piglio cupo, scuro e urticante.
Il mid tempo la fa da padrone – esaltato da un drumming pesante e ossessivo e da un basso roccioso – i riff sono minimali (a tratti stoogesiani quasi al confine con la citazione smaccata) e il mood tossico, denso, a tratti psichedelico.
Qualcuno li ha anche paragonati ai Morphine… non è un’immagine del tutto errata, ma direi che in questo caso prevale l’anima pre-punk, piuttosto che quella low-rock che caratterizzò la band di Mark Sandman.
Una prova davvero buona, senza dubbio: molto plasmata e marchiata dall’ombra degli idoli di Ann Arbor, ma lascia il segno. Unici appunti personalissimi sono una scarsa incisività del cantato e una produzione davvero troppo pulita – ad esempio: il sax nel primo pezzo, che è davvero una figata, suona come se fosse stato campionato da un brano di Bonnie Tyler degli anni Ottanta; idem le chitarre, basse rispetto al resto e poco deraglianti, se comparate a quanto il compianto Ron Asheton ci ha insegnato.
Una bella sorpresa questi Doggs… e me lo conferma il fatto che il dischetto l’ho già ascoltato tre volte in due giorni. Bravi, bene, bis.









STREPITOSI!
[...] un po’ a disagio a entrarci in contatto. Questo per spiegare come, nonostante i Doggs siano già stati recensiti su Black Milk, nonostante li abbia visti dal vivo un paio di volte (l’ultima unplugged al [...]
[...] ritengo il vostro ep d’esordio The Doggs fulminante, dalle sonorità quasi arroganti che fanno pensare che dei gruppi seminali che vi [...]
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