Matrioske punk d’antan
Post pubblicato da: Manuel Graziani il 15 April 2009 - 53 posts su Black Milk Magazine.
Svetlanas – KGB Session (2009)
Sarà che sono vecchio e stanco, sempre più stanco. Ultimamente poi mi sono successe due cose a dir poco singolari: la prima, bellissima, forse la miglior cosa possa capitare a un essere umano; la seconda, drammatica, forse la peggior cosa possa capitare ad un essere umano, anche se per fortuna mi ha solo sfiorato… per adesso. Be’, dicevo, sarà questa cazzo di stanchezza e ‘sto stato d’animo che sfiora pericolosamente il disturbo bipolare, ma certe cose – seppur ininfluenti – non riesco proprio a digerirle. Per esempio che un disco punk esca soltanto in distribuzione digitale. Ecco, mi pare una cazzata. Così come mi pare un’altra mezza cazzata continuare a vestirsi di estetica russa vent’anni dopo le provocazioni dei CCCP (che pure loro gonfiarono i testicoli all’inverosimile dopo un po’).
Per farla breve, questo mini delle Svetlanas avrebbe avuto tutto per farmelo odiare.
Eppure non ci riesco.
Intanto apprezzo che mi abbiano spedito i cinque pezzi dentro un fichissimo cd-r simil vinile. E poi “alla fin fine”, come dice sempre Marcello del Grande Fratello, è la musica che conta. E questa mi piace non poco.
Mi piace che un solo pezzo superi il minuto e mezzo: quel “Kremlin Killer” più lento e dilatato degli altri e dal cantato che fa pensare a certe garage band femminili dei Sixties.
Mi piace la velocità felina e rassicurante di “Russian Tiffany”.
Mi piace la voce un po’ Courtney Love di “Chernobyl Boy”.
Mi piace il gustoso Big Babol punk di “Soviet Of Your Heart”.
Insomma mi piacciono. A Olga/Angela (voce), Ivan/Pedro (chitarra), Irina/Chiara (basso) e Jurij/Diste (batteria) consiglierei soltanto una cosa: raggranellate 600-700 Euro vendendo matrioske per strada e con questi pezzi autoproducetevi un vero 45 giri.
Dopo, magari, licenziate l’album vero che mi pare sia nei vostri progetti imminenti.
Dasvidanija.









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