Funk it up, Jamie!
Post pubblicato da: Georgia Castellani il 02 May 2008 - 15 posts su Black Milk Magazine.
Jamie Lidell – Jim (Warp, 2008)
Questo è veramente un bell’album, fresco e divertente. L’avventura di Jamie Lidell comincia nel 1999 con una collaborazione col noto produttore Cristian Vogel. Il duo si incarna così in un progetto chiamato Super Collider dal quale nasce l’album Head On.
Dopo questa esperienza, Jamie comincia a lavorare ad un album solista, Muddlin Gear, che uscirà per la Warp nel 2000. Cinque anni dopo è la volta di Multiply al quale fa seguire, nel 2008, Jim.
La voglia di cambiare certo non manca, ma la voce soulful rimane un punto fermo attorno a cui ruota tutta la sua produzione. Questa volta Jamie dà libero sfogo alle proprie radici in un prodotto che, dal punto di vista del ritmo e dell’anima, non ha molto da invidiare al soul delle origini. “Another Day” è un gran pezzo: lo stile è quello di uno Stevie Wonder degli anni ruggenti. Jamie è bianco, e anche inglese, ma nel suo cuore batte un’ancestrale anima nera.
Se vogliamo, l’album potrebbe essere diviso in due parti: la prima più prettamente soul, come rivelano pezzi del calibro di “Wait For Me”, “Out Of My System” e “All I Wanna Do”. Nella seconda, invece, Jamie non riesce a trattenere il funk che gli scorre nelle vene, confezionando brani dai ritmi leggermente più moderni (come “Figured Me Out”), ma sempre filologicamente corretti e coerenti. “Hurricane” è veramente un ciclone alla James Brown, così come “Where d’ you Go”.
Jim si conclude con il dolce congedo di “Rope of Sand”… e il cd continua a girare nello stereo, perché, come accade per tutti i lavori fatti col cuore, ascoltarlo una volta sola non basta!









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