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50 anni di Stax

7 March 2008 No Comment

Post pubblicato da: Fabio Pasquarelli il 07 March 2008 - 27 posts su Black Milk Magazine.

51vp0yli4hl_ss500_.jpgAAVV – Stax 50th Anniversary Celebration (Stax Records, 2007, 2CD)

Spettacolare box che accende la cinquantesima candelina sulla torta della label di Memphis. Questo doppio cd riassume, per sommi capi, una serie di singoli rappresentativi della sterminata produzione dell’etichetta (periodo 1961-1969 sul primo disco, 1969-1974 sul secondo).

Il primo round di questo rovente southern jukebox salta agevolmente da Booker T a Carla Thomas (che apre con “Gee Whiz”), da Rufus Thomas (“Walking The Dog”) a Sam & Dave, da Eddie Floyd (“Knock On Wood”) a un magnetico Albert King (“Born Under A Bad Sign”).
Il secondo round è da knockout tecnico: una miniera di Seventies Soul sanguigno, sensuale e raffinatissimo. Dalla seta delle Emotions (“So I Can Love You”), al fascino muscolare di Isaac Hayes (la sua “Walk On By” è un lento assassinio per orchestra e voce), dallo stile definitivo dei Dramatics (“Watcha See Is Watcha Get”), al “message” degli Staple Singers (“Respect Yourself”), dal killer funk dei Bar Kays (“Son Of Shaft”, che si apre col verso “I’m the Son of a Bitch”) alle “faccende tra donne” di Shirley Brown (“Woman To Woman”).

In queste cinquanta canzoni c’è l’essenza della comunità afroamericana tra i Sixties e i Seventies: la sofferenza, la passione, il riscatto, il successo e l’eccesso. Tutto il suono che inzuppa l’anima, tra i blocks di periferia, su di una macchina scassata con il profumo di ciambelle e caffè lungo che esce da un sacchetto di carta sul sedile del passeggero.

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