24 Feb 2008

attentiaqueidue_1_grande.jpgattentiaqueidue_2_grande.jpgUn classico dei telefilm anni Settanta (con un distinto retrogusto anni Sessanta, oltretutto), che ha segnato i ricordi di almeno tre generazioni… chi non ha ancora il brivido sentendo le note della sigla d’apertura, composta dal mitico John Barry?
Proprio in questo periodo la Dolmen ci regala, in due cofanetti distinti, l’intera serie in edizione dvd. Una bella iniziativa e un’occasione per riscoprire questo telefilm del 1971 che, a modo suo, fu decisamente rock’n’roll.

“Prendi due ricconi atletici e dinamici, convocali in Costa Azzurra con un pretesto e tramutali nella strana coppia più inedita della tv”: questa deve essere stata la scintilla balenata nella mente di Robert S. Baker, creatore di The Persuaders (nelle nostre lande divenuta Attenti a quei due).
Per realizzare il progetto Baker si affida a due supermanzi: Tony Curtis e Roger Moore, praticamente incarnazioni dello stereotipo del divo playboy, donnaiolo, non più giovanissimo e viveur. Perfetti per i ruoli che li attendono. Poco importa se Curtis è ormai sulla soglia del declino dopo gli sfavillanti anni Cinquanta: è comunque un attore di fama internazionale e ha anche il fegato di girare la maggior parte delle scene di azione senza controfigura.

È così che abbiamo i due ricchissimi protagonisti di The Persuaders: Lord Brett Sinclair (Roger Moore) e Danny Wilde (Tony Curtis). Sinclair – ex pilota di auto da corsa – è oxfordiano, compassato, nobile, British come il tè delle quattro, rigido e compunto; Wilde è un ex marine americano nato nei bassifondi newyorchesi, chiassoso, impulsivo, rissoso, spendaccione e arricchitosi enormemente buttandosi nell’industria petrolifera. Due soggetti che non erano destinati a legare, né a fare squadra. Ci pensa però il giudice Fulton a farli incontrare, creando un binomio degno di Neil Simon: instabile ed esplosivo, impregnato di potenzialità umoristiche e dinamiche. Il classico esempio di due elementi quasi innocui e ordinari, se presi separatamente, ma deflagranti se combinati.

Ecco, quindi, servita una bella serie action con forti tinte investigative i cui protagonisti fanno la vita dei nababbi ma non disdegnano inseguimenti, scazzottate, rapimenti ed effrazioni.
In qualità di miliardari Wilde e Sinclair vestono elegantissimi, viaggiano su auto di grossa cilindrata (e di commisurato prezzo, of course), alloggiano nei migliori alberghi, indulgono in champagne e cibi raffinati, si accompagnano con gattine in miniabito che sicuramente non si accontentano di una serata in pizzeria e un cinemino, frequentano Londra, Parigi, Roma, Cannes e Monte Carlo. Questi dettagli fanno sì che la serie sia particolarmente costosa, toccando le vette – per l’epoca stratosferiche – di 100.000 sterline spese per ogni singolo episodio. I frequenti cambi di location e il lusso imposto dal background dei personaggi sono determinanti nella lievitazione dei costi, ma l’investimento sembra essere ripagato dal pubblico che – specialmente in Europa – si dimostra entusiasta. Ma non basta e, infatti, lo show viene cancellato prima che tutti i 24 episodi girati siano trasmessi.

barry-persuaders.jpgAttenti a quei due debutta in Italia il 13 gennaio 1974 su Rai Uno ed è immediatamente un successo. Per ragioni ormai perse nella notte dei tempi (o nei meandri dei tortuosi corridoi della tv pubblica di quei cupi anni – non che ora le cose siano molto più cristalline, stando ai fatti recenti) alcuni episodi vengono semplicemente bypassati, per essere proposti – nella migliore delle ipotesi – dopo circa cinque anni, nel 1980. Un destino peculiare tocca a “Una giungla di spie” (l’ultima puntata a essere girata prima della chiusura della serie): l’ambientazione capitolina non è gradita ai vertici RAI, che decidono un restyling in pieno stile “mettiamoci una pezza sbrindellata e facciamo finta di nulla” per ricollocare la vicenda in Spagna. È così che viene fatto di tutto per mascherare – con modifiche ai dialoghi, tagli di sequenze e sovrapposizioni d’immagini – le inquadrature che rivelano lo sfondo romano della storia.
Molto peggio, se vogliamo, è quello che accade a “Cinque miglia a mezzanotte”, inedito in Italia fino al 2002 (quando viene trasmesso, per la primissima volta, da Jimmy). In questo episodio gli sceneggiatori non ci sono andati leggeri, presentando un’immagine poco turistica e romantica dell’Italia a base di mafia onnipresente, polizia ai limiti dell’inefficienza conclamata, pendici di nobiltà decaduta con pretese di sfruttare ridicoli privilegi, automobili scassate e strade scandalose. Risultato: come per magia la puntata sparisce nel cilindro del mago onnipotente di Viale Mazzini, Roma, a dimostrazione del fatto che vedersi ritratti da un occhio esterno è quasi sempre molto doloroso. E allora vai di forbice e sabbione: prova a tagliare e, se non funziona, seppellisci. Et voilà.

Ovviamente le versioni delle puntate contenute nei dvd Dolmen sono integrali: per cui godetevi la serie nella sua forma virginale, pre-sforbiciate e pre-censura ottusa. E non dimenticate i contenuti extra.

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